Pescatori croati nel golfo di Pirano Arrivate le sanzioni da Capodistria

Le barche si erano spinte fino alla linea mediana dello specchio acqueo anche dopo il verdetto della Commissione dell’Aja

UMAGO. Torna a salire la tensione nel golfo di Pirano dopo che all'indirizzo di quattro pescatori di Salvore è arrivata la sentenza definitiva e inappellabile del Tribunale regionale di Capodistria sulla vicenda della violazione del confine marittimo. Sentenza che si rifà al contestato verdetto della Commissione arbitrale dell'Aja che ha assegnato a Lubiana circa i tre quarti dello specchio acqueo. Un verdetto che la Croazia non intende assolutamente riconoscere, mentre seguita a proporre la via del dialogo per la definizione del confine.

La Slovenia - naturalmente - ritiene validissima la decisione dei giudici dell'Aia. La sentenza del Tribunale di Capodistria, in pratica, impone il pagamento di multe piuttosto salate ai pescatori del versante istriano sotto giurisdizione croata, che circa un anno fa si erano recati a pescare come sempre fino alla linea mediana del Golfo, ritenuta la demarcazione statale. Come evidenziato dal tribunale nella motivazione delle multe, «i pescatori croati erano stati più volte avvertiti dalla polizia e dagli ispettori sloveni di aver violato il confine statale e perciò invitati a fare dietrofront, pena le sanzioni». I pescatori avevano ignorato i continui moniti, facendo leva sulle rassicurazioni del governo croato secondo le quali Zagabria avrebbe risolto tutto. Gli “sconfinamenti” erano continuati per giorni, tutti registrati da polizia e ispettori sloveni. Ora sono arrivate le sentenze a carico dei quattro pescatori: ma nei prossimi giorni di certo toccherà ad altri. Qualcuno, come scrive il Glas Istre, ha fatto collezione di multe: c’è chi ne ha prese nove, chi quattro, altri una. L’importo di una singola multa è pari a 840 euro ai quali aggiungere 84 euro di spese processuali da pagare entro 15 giorni.

I pescatori sanzionati hanno spiegato di avere contattato subito il Segretario di Stato Kristijan Turkalj al ministero croato della Giustizia, che però - hanno detto - si è limitato a prendere atto della situazione senza per ora definire i passi da compiere a loro tutela. E ovviamente qualcuno teme che le rassicurazioni di Zagabria non li salveranno dalla multa. Intanto il pescatore salvorino Danilo Latin sollecita Zagabria a fare altrettanto coi pescatori sloveni che più o meno in contemporanea si spingevano oltre la metà del golfo, fino alla linea dei tre quarti stabilita dalla commissione arbitrale, conquistando una nuova area di mare rispetto alla situazione pre-arbitrato. Si attendono ora i passi di Zagabria. —

P.R.

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