Piano B per Cattinara: restauro parziale con fondi modesti

I soldi statali per l’edilizia sanitaria sono svaniti, anzi adesso si dice che «non sono mai esistiti». L’ultimo viaggio a Roma della Regione, di fronte a un governo che si sforza di mettere in circolo almeno i pochi soldi giacenti che restano, è diventato un ritorno a mani vuote. Anche altre Regioni, che non erano nella lista finanziariamente “virtuosa” e con accordi di programma già firmati (e la nostra era la quarta fra le aventi diritto), hanno allungato la mano, e così nessuno finora ha avuto un euro.
Da 13 anni, sempre più stancamente, Cattinara e Burlo (ma anche Udine e il futuribile nuovo ospedale di Pordenone) aspettano fondamentali restauri, ricostruzione o costruzione ex novo, ormai la sfiducia è più che legittima. Ci si appella, al massimo, a una residua decisione solo regionale: procedere per lotti, coi soldi locali. Il costo complessivo (torri più ospedale pediatrico) era calcolato in 140 milioni, senza contare il 25% in più per attrezzature e arredi. Il piano finanziario prevedeva 32,5 milioni dallo Stato, più 14 formalmente girati al Burlo, più 93,4 milioni regionali, di cui 8,1 già nel bilancio 2011 e il resto ripartito tra quest’anno e il 2014. L’intero piano regionale valeva 210 milioni.
Claudio Cobelli, docente di Ingegneria clinica a Padova e membro del Consiglio di indirizzo del Burlo Garofolo, autore della proposta di “progetto-bis” (di minima) per allargare il Burlo in via dell’Istria sul complesso della ex Maddalena, rinunciando alla sede nuova a Cattinara, annuncia che il per 4 luglio è stata fissata una riunione apposita del Consiglio dell’Irccs pediatrico e di quello dell’Azienda ospedaliero-universitaria: «Alla luce di queste incertezze - dice Cobelli - ribadiremo la nostra idea, perché è pazzesco, siamo in carica da un anno e non è successo proprio niente, e avevamo anche presentato il progetto in consiglio comunale. E poi dicono dell’immobilismo di Trieste? Be’, l’ho toccato con mano».
Cobelli trasecola apprendendo che non da uno, ma da quasi 13 anni si parla di trasferire il Burlo a Cattinara. Teme che la Regione si blocchi aspettando le elezioni. Deplora che abbia timore a lanciare i progetti con fondi propri esistenti, perché «”poi Roma potrebbe non finanziarci più”. Ma non va bene - conclude Cobelli - fate almeno qualcosa». Il progetto modificato, però, non è depositato al ministero.
Per Francesco Cobello, direttore dell’Azienda ospedaliero-universitaria, «un accordo Stato-Regioni è ancora da fare, nonostante la recente rottura, lo Stato ha 6 miliardi, dipenderà dall’azione dei presidenti di Regione. Se i tempi diventassero indefiniti, è chiaro che a Cattinara non si può fare niente, ma sarebbe intelligente - aggiunge il direttore - lanciare il progetto definitivo, e coi soldi che ci sono procedere a lotti. Se nemmeno questo fosse possibile, a Cattinara dovremmo procedere con restauri parziali. Svuotando due piani alla volta. Ma si può fare? E dove mettiamo i pazienti? No - conclude Cobello - io ho bisogno di un progetto definitivo».
Riassumendo. Il progetto originale prevedeva una terza torre di collegamento a Cattinara, il Burlo nuovo adiacente con servizi in comune bambini-adulti, palazzina di Biomedicina molecolare, parcheggi, aule didattiche, zona servizi. La proposta “minore” nata al Burlo suggeriva: nuova palazzina da 600 posti letto accanto alle torri dove trasferire i pazienti di Cattinara, uffici amministrativi dal sesto piano in su alle torri (per scansare l’inadeguatezza antincendio), per il Burlo in via dell’Istria acquisto di aree nelle nuove edificazioni della ex Maddalena adiacenti, per traslocarvi l’amministrazione e conquistare spazio al pediatrico. Ma lo stallo è più solido che mai.
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