Piano vaccini e rapporti Stato-Regione: i punti chiave della visita del ministro Gelmini a Trieste

L’esponente di Forza Italia ha toccato con il presidente Massimiliano Fedriga le questioni messe sul tavolo del governo dalla giunta regionale, che attende ora risposte su trasferimenti di risorse e competenze, ritorno alle Province elettive e regionalizzazione di alcune competenze in capo all’Ufficio scolastico regionale.
Mariastella Gelmini e Massimiliano Fedriga a Trieste (Lasorte)
Mariastella Gelmini e Massimiliano Fedriga a Trieste (Lasorte)

Gelmini a Trieste:«AstraZeneca? Una doccia fredda. Ma siamo fiduciosi nella scienza»

TRIESTE Piano vaccini e rapporti Stato-Regione, con l’accelerazione sul confronto con il Friuli Venezia Giulia per la riscrittura dei patti finanziari. Sono questi i due cardini della visita della ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, che ha cominciato stamani dal Friuli Venezia Giulia il suo tour nelle regioni italiane.

L’esponente di Forza Italia ha toccato con il presidente Massimiliano Fedriga le questioni messe sul tavolo del governo dalla giunta regionale, che attende ora risposte su trasferimenti di risorse e competenze, ritorno alle Province elettive e regionalizzazione di alcune competenze in capo all’Ufficio scolastico regionale.

Nel pomeriggio la ministra parteciperà alla firma dell’accordo fra Confindustria, Regione e sindacati sulla somministrazione dei vaccini nelle fabbriche. «Mi fa piacere cominciare dal Fvg – da detto Gelmini – una serie di incontri con le regioni: è importante in questo momento che sia il governo ad andare sul territorio. Il ministero degli Affari regionali deve ascoltare le regioni e diventare casa delle Regioni».

I patti finanziari

Il governatore Fedriga ha spiegato in conferenza stampa che «abbiamo avuto un approfondimento su tutte le questioni che interessano il Fvg nel rapporto con lo Stato, rispetto all’accordo siglato con il precedente governo. Abbiamo in piedi una discussione sulla revisione dei rapporti finanziari: siamo la meno speciale fra le regioni, con minori compartecipazioni e più competenze». La Regione chiede di ridurre drasticamente i 726 milioni dovuti annualmente allo Stato come contributo per il risanamento della finanzia pubblica: l’intesa avrebbe dovuto essere firmata a settembre, ma i tempi sono slittati. Gelmini assicura «l’accelerazione del tavolo», sottolineando che «con le regioni a statuto speciale serve un confronto sulle competenze: vogliamo agevolare il dialogo e approfittare del clima del governo di unità nazionale per sciogliere i nodi che in passato sono risultati ostici».

La campagna vaccinale

Per la ministra, «la pandemia picchia pesantemente e il diffondersi delle varianti ha costretto a scelte drastiche con restringimenti che non avremmo voluto assumere, ma che sono indispensabili». Gelmini ha ringraziato in particolare «operatori sanitari, Protezione civile, infermieri e volontari che si adoperano senza sosta da un anno per combattere la pandemia. Questa regione è provata fortemente dalla pandemia ma non si arrende e combatte sul fronte sanitari». La ministra ha spiegato che «i sistemi sanitari dipendono dalle Regioni, che sono strategiche per mettere assieme le forze per completare il piano vaccini. Sono giorni molto difficili, la notizia di AstraZeneca è stata una doccia fredda. Ma il paese sta reagendo e da questa situazione si esce insieme, puntando sui vaccini con fiducia nella scienza. Dobbiamo accelerare, avere fiducia e comunicare fiducia ai cittadini. La nomina di un esperto di logistica come Figliuolo e di Curcio alla Protezione civile va in questa direzione. Attendiamo dalle case farmaceutiche la conferma delle consegne che nei prossimi mesi saranno ingenti. Vogliamo moltiplicare i punti vaccinali.

I rapporti Stato-Regione

«La richiesta del presidente Fedriga sugli accordi finanziari è legittima», ha detto Gelmini, evidenziando che «la settimana scorsa abbiamo avuto un incontro con il presidente Bonaccini per erogare risorse: un miliardo di euro per fare fronte all'emergenza Covid. Ringrazio il ministro Franco, che ha definito subito il nodo del miliardo da erogare alle Regioni per l’emergenza Covid e non ho ragione di credere che non ci sia apertura davanti alle richieste delle Regioni speciali». Per Gelmini, «con le Regioni a statuto speciale serve un confronto sulle competenze.Le richieste del Fvg su accordi finanziari e competenze sono sul tavolo: non facciamo promesse che non siamo in grado di mantenere, ma l’impegno è aprire i tavoli dalla prossima settimana. Serve confronto forte con il Mef e ci auguriamo di trovare la soluzione per spendere le risorse, velocizzare i tempi e sburocratizzare».

Fedriga ha rimarcato che «abbiamo appena iniziato l’interlocuzione e non abbiamo già le risposte del governo, ma c’è grande disponibilità al confronto da parte del governo». Le priorità La Regione ha posto anche la questione del ritorno alle Province elettive e del contenimento della rotta balcanica dei migranti, ma per la ministra «la priorità di questo governo sono il piano vaccini e l’emergenza economica. Il ministero ragionerà sul tema dell’autonomia e delle Province ma sono questioni chevanno lasciato al Parlamento».

Dello stesso tenore la risposta che arriva sulla questione migratoria: «La priorità ora è la gestione della pandemia». Apertura arriva invece sulla regionalizzazione del sistema scolastico: «Tema sensibile e delicato che andrà visto dal ministro Bianchi. Se l’esperienza di Trento e Bolzano avrà dimostrato di dare buoni risultati, potrà essere applicata anche qua».

Il rilancio economico

«Dobbiamo in maniera sinergica – ha continuato l’esponente del governo Draghi – fare gli sforzi necessari per combattere emergenza e i due sforzi sono il piano vaccinale e il sostegno all'economia. Tentiamo di rendere contestuali le misure di restringimento con le risorse da dare alle famiglie: 280 milioni per i congedi parentali e bonus babysitter messi a disposizione dal decreto a cui si aggiungerà il sostegno per autonomi, imprese e partite iva. Siamo di fronte a una crisi sanitaria ma anche economica e sociale. Servono sostegni a famiglie e attività economiche: venerdì vareremo il decreto». Sul Recovery fund la ministra ha parlato di «disponibilità al confronto con le Regioni sul: come spendere e come semplificare le procedure sono punti assolutamente centrali».

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