“Piccola pesca” in ginocchio, sale la protesta a Parenzo

POLA. A Parenzo s’inasprisce la protesta contro il ministero dell’Agricoltura e pesca per quella che viene considerata una discriminazione e un ingiustizia nei confronti della località. Qui infatti...

POLA. A Parenzo s’inasprisce la protesta contro il ministero dell’Agricoltura e pesca per quella che viene considerata una discriminazione e un ingiustizia nei confronti della località. Qui infatti non è stata rilasciata alcuna licenza per la cosiddetta piccola pesca costiera dopo il giro di vite imposto dalle integrazioni alla normativa croata sul settore. A dire il vero neanche nel resto dell’Istria è andata molto meglio: ha ottenuto solo 11 licenze in rapporto alle 3.500 rilasciate a livello nazionale. E i numeri confermano che ancora una volta Zagabria è stata molto avara nei confronti dell’Istria. In termini di popolazione lungo la fascia costiera di tutta la Croazia, in Istria ne vive il 14% per cui in proporzione le spetterebbero 480 licenze.

A Parenzo, la protesta nata nel mandracchio sta assumendo una connotazione istituzionale. Il consigliere municipale Stevo Zufi„ (ex presidente della Regione istriana), della Lista indipendente di Rodoljub Kosic ha infatti inviato una lettera aperta al sindaco dietino Edi Stifani„, da cui ora attende risposta. Vi si chiede, in sintesi: «Come mai nelle istanze cittadine si ignora questa discriminazione e cosa ha fatto l’amministrazione municipale nel tentativo di rimediare all’evidente ingiustizia?»

Ricordiamo che la piccola pesca, definita anche pesca sportiva, per generazioni e generazioni ha dato da mangiare a tante famiglie. Era un'attività praticata per lo più da anziani soprattutto pensionati: qualcuno vi si dedicava per diletto, altri per necessità. Si potevano pescare al massimo cinque chili di pesce al giorno, che non poteva essere venduto a terzi. Dopo le nuove disposizioni di legge, il numero dei piccoli pescatori in Croazia è sceso da 14mila a 3.500, di cui come detto solo 11 in Istria. Sono rimaste fuori località con una ricca tradizione di pesca come Rovigno, Orsera, Cittanova e Rabaz. Le nuove disposizioni vietano anche la pesca lungo la costa con la fiocina e la lampara a carburo di al massimo 200 candele, con cui si prendevano le seppie. Invece la pesca con la lampara con la batana salvorina, dotata di una finestrella in vetro sotto la prora, ora è diventata professionale. Per tanti esperti del settore, risulta di difficile comprensione tanto accanimento legislativo contro la piccola pesca tutelata invece negli altri paesi comunitari che la considerano parte del loro patrimonio storico e culturale. (p.r.)

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