Piloni da rinforzare e sistemazione delle gradinate nel piano restyling
Negli anni passati, per la manutenzione dello stabilimento Ausonia sono stati spesi almeno 4 milioni di euro. E ora sul piatto ne sono necessari altri due. Metà se ne andrà per il primo intervento da realizzare, che riguarda la struttura della piscina, assieme alle gradinate e il pontile, compresa la parte crollata.
Quest’ultima era già stata interdetta al pubblico proprio in seguito alla verifica strutturale del bagno che ogni anno il Consorzio Ausonia assieme alla cooperativa Croce del Sud esegue affidandosi allo studio Cervesi. «È l’unica area, quella del pontile, che è stata individuata dallo studio come precaria nell’intero stabilimento che misura 7 mila metri quadrati ed è molto particolare», specifica Cristina Cecchini, presidente della Croce del Sud. I lavori prevedono anche il rinforzo di tutti i piloni, già invece «quasi tutti sistemati nella zona Savoia, quella verso Ovest», aggiunge. Si dovrebbe iniziare, sempre secondo Cecchini, a ottobre e si spera poi di riuscire a chiudere il cantiere entro la prossima stagione estiva.
Gli altri interventi, non strutturali, ma di restauro, riguardano invece «il rifacimento della zona d’entrata e di ricongiungimento quindi le passerelle centrali, che non hanno comunque problemi di tenuta». In agenda anche la messa a nuovo dei servizi igienici. Terzo e ultimo intervento inserito nella lista dei lavori da realizzare è la chiusura del cantiere di un capannone di 900 mq, che si trova nell’ala sotto il solarium. All’epoca della costruzione dell’intero stabilimento, negli anni ’30, venne usato come spogliatoio e poi come deposito. La destinazione d’uso, fino a poco tempo fa, non era stata ancora individuata. Comunque, durante il mandato da presidente del Consorzio di Dario Parisini, che ha ceduto il testimone lo scorso anno a Giancarlo Carena, erano tante le possibilità presentate per trasformare il contenitore. Che potrebbe essere pure gestito da un imprenditore o un ente esterno.
L’idea era sicuramente quella di metterlo a reddito, dopo averci già speso 430 mila euro con un mutuo per il rinforzo di solaio e piloni (soldi sfruttati anche per la parte superiore della struttura di fronte alla piscina di mare). Tra le ipotesi studiate in passato da Parisini, la trasformazione in contenitore per attività legate al benessere o in un ristorante invernale o ancora in uno spazio per le serate, così da poter lavorare 365 giorni l’anno. —
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