Pioggia e via Udine off-limits, Roiano in tilt E viale Miramare si trasforma in un imbuto

File lunghissime di auto ferme sotto la pioggia. Attese interminabili di automobilisti chiusi nelle loro macchine, nella speranza di poter avanzare ogni tanto di qualche metro. Pedoni costretti a fare lo slalom in mezzo a un groviglio di vetture. Insomma: il caos generale. Roiano ha vissuto una mattinata infernale ieri, a causa del cantiere aperto lungo via Udine, chiusa al traffico assieme alla vicina via Tor San Piero.
Per i residenti di Roiano raggiungere viale Miramare, rimasto di fatto l’unico accesso al centro cittadino per chi si muoveva da quella parte di Trieste, è stata un’impresa. E poco hanno potuto fare i numerosi agenti della Polizia locale inviati sul posto per cercare di cercare di ridurre i disagi. Quando si sommano tanti fattori negativi, d’altronde - cioè la chiusura di un’arteria di grande percorrenza come via Udine, la pioggia, l’asfalto viscido, il nervosismo provocato dalla necessità di arrivare sul lavoro in tempo utile, magari dopo aver portato i figli a scuola o all’asilo - c’è poco da fare.
«Già alle 8 – ha raccontato un residente di via dei Moreri – c’era un lunghissimo serpentone di automobili ferme o quasi, che partiva dall’alto di Scala Santa e via dei Moreri, in attesa di poter raggiungere il semaforo che permette di svoltare in viale Miramare. Anche nelle vie dei Saltuari e Barbariga c’era una lunga fila di vetture in attesa. Dalla via Villan De Bachino, dove ci sono i capolinea delle linee 5 e 8 della Trieste Trasporti, fino al viale Miramare – ha concluso – si impiegava circa mezz’ora».
Inevitabili le proteste di tanti residenti, che si sono visti invasi da un mare di auto, con lo smog alimentato dagli scarichi e bloccato ad altezza uomo dalla bassa pressione a farla da padrone. «Ne ho sentite di tutti i colori, come sempre accade in questi casi – ha spiegato Sandro Rossi, titolare della trattoria di via dei Saltuari, che ieri si è trasformata in una sorta di rifugio per i passanti – perché c’è chi protesta per il traffico, e chi perché i lavori sono fatti di giorno e vorrebbe fossero fatti di notte, dimenticando che in quel caso ad arrabbiarsi sarebbero coloro che abitano nei pressi del cantiere. E c’è chi poi vorrebbe rinviare all’infinito i lavori – ha aggiunto Sandro – e poi magari si lamenta perché l’asfalto è sconnesso, i marciapiedi abbandonati a loro stessi e le fognature sono vecchie».
Stessa situazione e stesse lagnanze al bar Maggio: «Ho sentito un mare di critiche – ha confermato uno dei titolari, Alessandro Rossi – perché in questa città, qualsiasi cosa si faccia non va mai bene».
Ma a Trieste, si sa, la critica è sport cittadino per eccellenza. E la situazione non è destinata a migliorare nei prossimi giorni. Dal Comune è dato sapere che il cantiere di via Udine dovrebbe durare cinque o sei giorni, perciò per l’intera settimana, almeno. E sempre confidando in un miglioramento delle condizioni atmosferiche, perché se la pioggia dovesse continuare o addirittura crescere di intensità sarà inevitabile un allungamento dei lavori, con conseguente aumento dei disagi per tutti. Ma sul sito dell’Arpa si trovano previsioni ottimistiche. La pioggia, a partire da oggi, dovrebbe cessare e lasciare lo spazio al sole. In quel caso, chi di solito si muove con un mezzo a due ruote sarà chiamato a utilizzarlo, per cercare di ridurre la prevedibile congestione nella circolazione. Dalla sede della Polizia locale gli inviti sono quelli consueti: cercare di evitare l’utilizzo delle auto se non nei casi di necessità.
Ma nelle giornate feriali, chi deve raggiungere un posto di lavoro situato in zone lontane da Roiano e magari deve anche accompagnare i figli non ha molte alternative, anche perché i mezzi pubblici sono inevitabilmente coinvolti nei rallentamenti. —
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