Pizzeria Piedigrotta chiusa dalla finanza

Forno spento: per tre giorni non si mangia alla pizzeria Piedigrotta di viale XX settembre. Il locale è stato chiuso dalla Finanza per la violazione delle norme che riguardano gli scontrini fiscali. Tre mancate emissioni ed è appunto scattata la chiusura disposta dall’Agenzia delle entrate e notificata appunto dai finanzieri. Il blitz è stato messo a segno ieri mattina da una pattuglia del gruppo della Guardia di finanza.
L’ultima irregolarità è stata accertata qualche giorno fa durante un controllo effettuato proprio dagli stessi finanzieri. In poche ore sono «saltati» quattro scontrini di valore anche rilevante. Il locale ispezionato dovrà anche pagare una sanzione che supera abbondantemente il livello di duemila e arriva anche a una decina di migliaia di euro. Ma non solo. I finanzieri hanno anche avviato una serie di accertamenti sulla regolarità dei dipendenti.
Ma nel mirino dei militari ieri sono anche finiti due negozi di abbigliamenti cinesi. Il primo in via Filzi 4 e il secondo in via Ghega 11. Chiusi anche questi per la mancata emissione degli scontrini fiscali. Maglioni, borse, biancheria e scarpe venduti senza controlli fiscali. E già oggi gli uomini e le donne con gli occhi a mandorla che ci lavorano dovranno tenere giù le serrande.
È stata contestualmente avviata anche una verifica sui presunti redditi che sarebbero stati ricavati senza pagare l'Iva su alcune merci. Tra questi, uno dei negozi di abbigliamento era già stato sottoposto, tre anni orsono, a un’analoga misura di sospensione dell’attività, per tre giorni, in quanto responsabile sempre di reiterate mancate emissioni dello scontrino.
La sanzione, tuttavia, non appare aver mutato di molto la condotte dell’esercente: negli ultimi due anni lo stesso ha commesso altre quattro violazioni contestate dai finanzieri del Gruppo di Trieste che hanno, conseguentemente, indirizzato una specifica segnalazione nei confronti dell’Agenzia delle entrate. Il negozi e la pizzeria che sono stati chiusi per tre giorni fanno seguito a quelli scoperti nelle scorse settimane. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il negozio cinese di via Gallina 3. Anche in questo caso la chiusura è stata disposto dall'Agenzia delle entrate per non aver emesso per quattro volte lo scontrino fiscale. Dall'inizio dell'anno sono stati circa 2000 i controlli effettuati dal Gruppo di Trieste della Guardia di finanza in esercizi cittadini riguardo all'obbligo di emettere scontrini e ricevute fiscali. Sono stati sin qui oltre 300 i casi in cui i finanzieri hanno riscontrato irregolarità connesse all'omesso rilascio del documento fiscale, all’indicazione di un importo inferiore a quello realmente corrisposto dal cliente e, in alcune circostanze, all'omessa installazione del misuratore fiscale. (c.b.)
Riproduzione riservata © Il Piccolo








