I ragazzi del podcast sul 1938 e le leggi razziali: «Bello immedesimarsi e raccontare le persone»

La soddisfazione dei liceali di Trieste per la registrazione di un format di comunicazione comune nelle giovani generazioni: «Ma questa volta le storie da divulgare avevano le nostre voci». Michele: «Spero ci siano altri temi in futuro». Nika: «Utilizzato un linguaggio differente»

Micol Brusaferro
La presentazione del podcast Foto Andrea Lasorte
La presentazione del podcast Foto Andrea Lasorte

Gli studenti coinvolti nel progetto delle “interviste impossibili” hanno manifestato grande interesse soprattutto per la formula del podcast, accolta con entusiasmo per una tipologia di comunicazione che ai giovani piace particolarmente. La ricostruzione delle vicende biografiche dei personaggi poi, dei loro percorsi di vita, delle idee e del contesto storico in cui hanno operato, ha rappresentato uno stimolo per approfondire la conoscenza del passato. Immaginare un dialogo diretto con figure di altre epoche si è rivelata per gli studenti un’occasione per approfondire le conoscenze storiche, sviluppare capacità di immedesimazione e interpretazione e sperimentare nuove forme di rielaborazione e produzione di contenuti. E molti ragazzi sperano che questo progetto possa essere riproposto in futuro, anche con altri argomenti.

In un podcast degli studenti di Trieste le interviste impossibili alle vittime delle leggi razziali
Un gruppo di ragazze durante la programmazione di uno dei podcast (foto Lasorte)

Michele Cortivo, studente del Deledda Fabiani, ricorda: «Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto a settembre dello scorso anno, quindi il lavoro è durato un anno circa. Quando hanno presentato alla nostra classe l’idea di fare un podcast, abbiamo accolto la proposta subito, ci è piaciuta immediatamente, perché tanti ragazzi della nostra età ascoltano podcast sulle varie piattaforme e quindi è qualcosa che ci incuriosiva molto. Nessuno si era mai cimentato prima nelle registrazioni, e poi – sottolinea – l’argomento era molto importante e ha interessato subito tutti».

Quanto all’iter successivo racconta: «Ci sono stati vari passaggi con tanti incontri dedicati inizialmente a ripercorrere quello che è successo nel momento storico preso in esame, anche per capire meglio il contesto nel quale erano inseriti i personaggi che abbiamo “intervistato”. Molto utili – aggiunge – sono stati anche gli approfondimenti con gli esperti che ci hanno aiutato a interpretare le personalità narrate, a studiare a fondo i testi e a prepararli prima di arrivare nello studio dove abbiamo registrato». Michele ha ricoperto il ruolo di Levi: «L’emozione è stata forte – spiega – immedesimarsi in un’altra persona non è semplice, ma credo che abbiamo avuto tutti una preparazione molto attenta e completa e il risultato è stato molto soddisfacente. Abbiamo avuto feedback positivi da chi ha già ascoltato il podcast nei giorni scorsi». Il giovane definisce il progetto «un’esperienza unica»: «Abbiamo avuto la possibilità di studiare non solo la storia sui libri come facciamo di solito a scuola, ma anche vite reali di persone della nostra città, e anche semplicemente pensare che tutto quello che abbiamo letto sia successo qui, è coinvolgente».

Sul fronte dei personaggi nota: «Alcuni li conoscevo, altri non ancora, e mi hanno colpito molto. Credo sia stato un progetto che ci ha arricchito tantissimo e anche la formula del podcast è stata splendida. Spero ci siano altre occasioni simili, sempre con questo mezzo, per affrontare anche altre tematiche in futuro».

Tra gli studenti del Preseren, Nika Ruzzier, racconta: «La parte più bella è stata sicuramente la registrazione, sperimentare qualcosa di nuovo e diverso che nessuno aveva mai provato. Quando l’insegnante ci ha parlato di questa iniziativa abbiamo deciso subito di partecipare. Tra tutti i personaggi mi ha colpito molto Gaetano Kanizsa, ma anche Freud». Concluse le tracce audio, Nika spiega che è stato strano ascoltare la sua voce e quella dei suoi amici: «Era così diversa da come parliamo tra noi, è stato qualcosa di stimolante e divertente per tutti». Anche per la studentessa la formula del podcast è stata vincente: «Noi ragazzi ne ascoltiamo tanti, ogni giorno, e di diversi argomenti. Io ad esempio amo particolarmente quelli legati al filone “true crime”. Penso quindi che aver scelto questa modalità di comunicazione sia un’ottima soluzione, perché sono convinta che tanti altri giovani potranno ascoltare quello che abbiamo realizzato».

Nel primo episodio Giuseppe Montesano interpreta Sigmund Freud, intervistato da Katarina Pernarcich, con l’introduzione di Vika Škerlavaj e la sigla di Anja Signoracci. Nel secondo, dedicato a Emmi Pikler, gli studenti coinvolti sono stati Sofia Castiglione, Victoria Assalini, Marco D’Urzo e Luca Napolano. Il terzo, su Vanda Schrenger ed Edoardo Weiss, ha visto le voci di Dana Glavina, e Matjaž Stopar, Emma Glavina, Petra Coretti e Sara Michelazzi, mentre il quarto su Giuseppe Levi ha coinvolto Michele Cortivo, Emma Bossi, Fiamma Malagò e Stefano Iugovac.

Al microfono del quinto episodio, su Evelina Ravis, sono intervenute Elisabetta Lovero, Elena Dri, Katarina Pernarcich e Anna Pittassi, nel sesto, su Hans Kraus, gli interpreti sono Luca Napolano, Kathryn Ninivaggi, Luna Dreossi ed Elena Blenio. Il settimo podcast, su Gaetano Kanizsa, ha visto partecipare Luka Ravalico, Nina Roso, Anja Signoracci e Nika Ruzzier, infine nell’ottavo su Bianca Morpurgo le voci sono di Alessia Pettenati, Matilda Beovich e Victoria Assalini. —

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