Agenti feriti durante gli scontri a Trieste, i sindacati di polizia: «Violenze inaccettabili»

Ferma condanna alle violenze e solidarietà ai tre poliziotti. Non si sono fatte attendere le reazioni dei sindacati di polizia locali e nazionali dopo i rafferugli di venerdì sera in piazza Libertà, quando la manifestazione per le vittime di Porto Vecchio è degenerata nella violenza contro le forze dell’ordine

La polizia schierata davanti ai manifestanti (Silvano)
La polizia schierata davanti ai manifestanti (Silvano)

Una ferma condanna alle violenze e solidarietà agli agenti feriti. Sono dure le reazioni dei sindacati di polizia locali e nazionali dopo gli scontri avvenuti nella serata di venerdì a Trieste, dove l’assemblea pubblica “Ancora fiori ancora collera” seguita alla morte di due giovani in Porto Vecchio è degenerata.

Circa 200 persone, per lo più antagonisti di estrema sinistra, hanno prima tentato di occupare gli spazi dell’ex mercato vicino alla stazione ferroviaria di Trieste, in via Flavio Gioia, reclamati quale centro di accoglienza per i migranti. Poi è arrivata la violenza: urla, minacce e scontri con i Reparti mobili della polizia e i Battaglioni dei carabinieri schierati in tenuta antisommossa, con caschi, scudi, manganelli e mezzi blindati, a protezione dell’ex mercato e anche della stazione. Tre i poliziotti rimasti feriti negli scontri.

Incidenti alla protesta per le vittime in Porto Vecchio: feriti tre poliziotti, fermata una ragazza
(fotoservizio Massimo Silvano)

Siulp e Coisp Trieste

Basta violenza contro la Polizia!" Lo chiedono le segreterie di Siulp e Coisp Trieste sostenendo che la città "sta pagando un prezzo altissimo per l'incapacità di gestire un'emergenza ormai cronica", in riferimento agli incidenti di piazza Libertà.

Siulp e Coisp hanno ricordato che "qualche anno fa si discuteva della realizzazione di un hotspot" ma "si è preferito ripristinare i controlli alla frontiera slovena, senza risolvere le criticità che continuano a interessare la città". Hotspot o strutture di accoglienza a bassa soglia, "non necessariamente riservate in via esclusiva ai migranti, significa poter governare un fenomeno anziché subirlo, garantendo maggiori possibilità di controllo sotto il profilo di sicurezza, ordine pubblico, prevenzione sanitaria e decoro urbano".

Il diritto di manifestare il proprio dissenso è "principio irrinunciabile della democrazia, ma non può mai tradursi in aggressioni nei confronti di chi è chiamato a garantirne il pacifico esercizio. La Polizia di Stato sta pagando un prezzo ormai inaccettabile, in termini di rischi, aggressioni, logoramento del personale e risorse impiegate, per una situazione che la politica ha di fatto lasciato cronicizzare".

Le dichiarazioni "polarizzanti e le contrapposizioni ideologiche, alimentate da entrambi gli schieramenti anche per finalità elettorali, contribuiscono a esasperare un clima di tensione le cui conseguenze finiscono inevitabilmente sulle spalle delle donne e degli uomini in divisa".

Siulp e Coisp hanno espresso "piena solidarietà" ai colleghi feriti e a tutti i colleghi impegnati".

Manifestazione a Trieste: il presidio davanti alla Questura dopo le tensioni

Sap Fvg 

"Non basta più la solita solidarietà a parole nei confronti degli operatori di Polizia aggrediti e feriti, ai quali va riconosciuta una costante professionalità e un immutato attaccamento al dovere a difesa della gente onesta. Occorre oggi una presa di posizione netta tra chi sta dalla parte della democrazia, della legalità e della civiltà, e chi sta dalla parte della violenza e della barbarie, che nulla hanno a che fare con le ragioni delle proteste e che non possono in alcun modo giustificarle". Lo scrive in una nota il Sindacato autonomo di polizia a firma del segretario regionale Lorenzo Tamaro in riferimento agli incidenti di ieri sera.

Criticando in generale l'assalto e il saccheggio dei negozi e la decisione di scarcerare Youssef Siher, il Sap "evidenzia gravi responsabilità politiche in capo a chi continua a sminuire tali episodi o a giustificarli, spesso muovendo false accuse nei confronti delle Forze di Polizia". Così, gli scontri di ieri "sono la diretta conseguenza di questo clima, in cui molti si sentono legittimati a imporre le proprie idee con l'uso della forza e della violenza, in pieno contrasto con la legge".

Siap Trieste

Anche la Segreteria Provinciale del S.I.A.P. di Trieste esprime sdegno e rabbia di fronte ai gravissimi episodi di guerriglia urbana registrati ieri sera, culminati nel vile tentativo di occupazione dell’ex mercato di via Flavio Gioia e nei brutali attacchi contro le forze dell'ordine. Non siamo di fronte a manifestanti, ma a delinquenti e facinorosi che vanno perseguiti senza sosta.

La gestione dell'ordine pubblico ha toccato un limite intollerabile: tre operatori sono rimasti feriti sul campo. Tra questi vi è il Vicario del Questore di Trieste, aggredito e colpito violentemente alla testa mentre era in prima linea a difendere le istituzioni, costretto al trasporto urgente in ospedale insieme ai colleghi. A loro va l'abbraccio fraterno e la solidarietà totale di tutta l'organizzazione sindacale. 

«Quanto accaduto ieri sera è semplicemente inaccettabile e oltraggioso – le parole del segretario provinciale Marco Imburgia -. Basta con i perbenismi e le ipocrisie: qui non c'è alcun diritto di espressione o civile dissenso, c'è solo criminalità pura travestita da protesta”.

"Colpire vigliaccamente alla testa un vicario del Questore e mandare all'ospedale i nostri poliziotti significa dichiarare guerra aperta allo Stato. Trieste non può e non deve diventare la zona franca di bande di delinquenti senza scrupoli. Pretendiamo una risposta implacabile: tolleranza zero assoluta, Daspo urbano severissimo, identificazione e galera immediata per chiunque metta a repentaglio la vita di chi indossa una divisa. Lo Stato deve dimostrare di avere la schiena dritta. E lo diciamo chiaramente anche sul fronte migratorio: serve una volta per tutte una risposta politica coraggiosa, con la realizzazione immediata di un hotspot strutturato per arginare l'emergenza, dare sicurezza reale ai cittadini e restituire dignità ai migranti stessi, sottraendoli alle strumentalizzazioni e alla criminalità che alimentano la guerriglia urbana.»

Ugl Trieste

Solidarietà agli agenti feriti e ai giornalisti aggrediti al Porto Vecchio" è stata espressa dall' UGL Trieste con "la più ferma condanna e la massima solidarietà nei confronti degli agenti delle forze dell'ordine rimasti feriti e dei cronisti e operatori dell'informazione assaliti durante i recenti scontri avvenuti presso il Porto Vecchio di Trieste".

"La violenza e l'aggressione contro chi garantisce la sicurezza dei cittadini e contro chi svolge il proprio lavoro per informare l'opinione pubblica sono atti inaccettabili e incompatibili con i principi fondamentali del dialogo civico e della democrazia - prosegue la nota dell'Ugl - Auguriamo una pronta guarigione agli agenti coinvolti, confermando la nostra vicinanza a tutti i lavoratori che ogni giorno compiono il proprio dovere al servizio della comunità".

Anf nazionale

Anche l’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) esprime ferma condanna per le violenze verificatesi ieri a Trieste, nel corso della manifestazione legata alla tragica morte di due giovani nell’incendio di un edificio abbandonato del Porto Vecchio, durante la quale sono rimasti feriti tre appartenenti alla Polizia di Stato, tra cui il Vicario del Questore, Leonardo Boido.

Al collega Boido e agli altri operatori feriti rivolgiamo la nostra piena solidarietà, insieme all'augurio di una pronta guarigione.

La tragedia che ha dato origine alla protesta richiama questioni sociali e umanitarie che meritano attenzione e risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. Ma nessuna rivendicazione, per quanto comprensibile nelle sue motivazioni, può giustificare il ricorso alla violenza, il tentativo di imporre con la forza l'occupazione di edifici o le aggressioni nei confronti di chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica.

Le Forze dell'ordine non possono diventare il bersaglio delle tensioni generate da problemi sociali che richiedono soluzioni politiche e amministrative. Il loro compito è assicurare il rispetto della legalità, tutelando al tempo stesso il diritto di manifestare pacificamente e la sicurezza di tutti.

Quanto accaduto a Trieste richiama ancora una volta l'importanza della funzione dell'Autorità di pubblica sicurezza e della professionalità dei funzionari e degli operatori di polizia, quotidianamente impegnati nella gestione di situazioni complesse, spesso caratterizzate da tensioni che hanno origini ben diverse dalle questioni di ordine pubblico.

Il ferimento del Vicario del Questore testimonia anche come le responsabilità di direzione e coordinamento dei servizi comportino un'esposizione personale ai rischi operativi, troppo spesso sottovalutata.

La sicurezza è un bene comune e una responsabilità condivisa. Per questo è necessario che ciascuna istituzione eserciti pienamente le proprie competenze, affrontando tempestivamente le situazioni di disagio ed evitando che problemi irrisolti finiscano per trasformarsi in occasioni di conflitto.

L'ANFP rinnova la propria vicinanza ai colleghi di Trieste e ribadisce che il rispetto per chi indossa una divisa e serve lo Stato costituisce una condizione essenziale per la civile convivenza e per la tutela delle libertà democratiche.

Così Enzo Letizia segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia.

 

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