Porto, licenziati e riassunti in 24 ore 41 dipendenti dell’Impresa portuale

Il presidente Fusco ci ripensa dopo le pressioni dei sindacati e dei lavoratori
Licenziati per un giorno. Sono stati «riassunti» poche ore dopo che erano partite le lettere che li lasciavano a casa i dipendenti dell’Impresa portuale. Il provvedimento avrebbe riguardato 41 dei 51 portuali poiché 10 erano riusciti comunque a mantenere il posto al terminal dei traghetti per l’Albania, in Porto Vecchio. La scure del licenziamento stava per abbattersi su tutti gli altri, quelli impiegati nelle operazioni di carico e scarico delle motrici, dei semirimorchi e dei veicoli (operazioni chiamate in gergo di «rizzaggio» e «derizzaggio») sui traghetti turchi al terminal di riva Traiana. L’Impresa portuale, controllata dal gennaio di quest’anno dall’Ideal service di Pasian di Prato, che alle 22 di lunedì sera nel corso di un drammatico confronto con i lavoratori aveva annunciato i licenziamenti, li ha revocati nel primo pomeriggio di ieri, al termine di una serie di ore lunghe e febbrili contraddistinte da proteste, assemblee, incontri e trattative.


All’origine di questi eventi schizofrenici, che ancora di più hanno messo sotto i riflettori la situazione kafkiana che vige nel mondo del lavoro all’interno dello scalo triestino, l’iniziativa presa dal Consorzio fornitura e servizi presieduto da Giovanni Fusco al quale fanno capo la maggior parte delle cooperative che operano in porto. Lunedì pomeriggio Fusco aveva inviato all’Impresa portuale una comunicazione in cui si riferiva che «a partire dal 23 settembre, il Consorzio ha affidato alla Cooperativa Primavera l’incarico dell’organizzazione e della programmazione del ciclo rizzaggio e derizzaggio a bordo delle navi di autoveicoli, trattrici stradali, semirimorchi, mezzi in genere e del ciclo ’traino’ al Terminal Samer di riva Traiana», operazioni queste svolte da anni in parte dai dipendenti dell’Impresa.


Immediata la reazione dei vertici dell’Impresa stessa che vistisi così sottratto gran parte del lavoro, hanno avviato le procedure di licenziamento comunicandolo agli stessi lavoratori al termine del turno dell’altra sera. Ieri mattina però, mentre alcune decine di lavoratori stavano protestando dinanzi alla Torre del Lloyd, sede dell’Autorità portuale, e alcuni erano a colloquio con il segretario generale Martino Conticelli, il dietrofront di Fusco a seguito anche di quanto pubblicato ieri dal «Piccolo». «In considerazione delle gravi informazioni apparse sulla stampa locale (licenziamento immediato di 50 lavoratori) - si comunicava in una nuova nota - che non posso assolutamente ignorare né per il ruolo che ricopro, né da un punto di vista personale, comunico l’immediata sospensione dell’affidamento alla Cooperativa Primavera delle attività del ciclo rizzaggio-derizzaggio al terminal Samer di Riva Traiana. In qualità di presidente del Consorzio - ha concluso Fusco - il sottoscritto si assume la piena responsabilità sia della decisione dell’affidamento che della sospensione della stessa».


A seguito di ciò l’Impresa portuale ha immediatamente comunicato di aver revocato i licenziamenti. Dopo aver appreso della sospensione dell’affidamento del servizio alla Primavera, Mario Zarli vicepresidente di Ideal service ha commentato: «Una decisione, quella del Consorzio fornitura servizi, giunta grazie alla pressione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, nonché probabilmente a seguito dell’intervento assicurato dall’imprenditore Enrico Samer consapevole dell’attività svolta negli anni dall’Impresa al Terminal di riva Traiana. Sebbene la rapida e positiva conclusione di questa vicenda ci consenta di ritrovare una certa tranquillità - ha concluso Zarli di Ideal service - non potremo esimerci dal valutare quanto avvenuto in questi ultimi giorni facendo tesosro di quest’esperienza». Il riferimento è presumibilmente anche alle decisioni di Fusco e alla prossima scadenza del suo mandato al vertice del Consorzio.
Argomenti:lavoro

Riproduzione riservata © Il Piccolo