Cumuli di rifiuti, freddo e giacigli sudici: la ferita aperta di Porto Vecchio

La città dei dimenticati si estende ben oltre ai due magazzini sigillati. Nelle stanze non si respira, i migranti escono di mattina e ritornano la sera

Gianpaolo Sarti
(foto Andrea Lasorte)
(foto Andrea Lasorte)

Cumuli di spazzatura, coperte e indumenti sudici. Escrementi, topi. Un odore che ammorba l’aria, prende le narici e fa venire i conati di vomito. Ecco

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