Porto vecchio, polemica bis «Da Dipiazza solo insulti»

Il dibattito su Porto vecchio? Una questione di “fumo”. Il “casus belli” arriva dalle recenti dichiarazioni fatte dal sindaco Roberto Dipiazza nei confronti del consigliere regionale Pd Franceso Russo, rimproverato di «fumare robe strane» per aver parlato di «mancata progettualità» relativa appunto a Porto vecchio. La risposta di Russo viene dalla sua pagina Fb: qui, oltre a ribadire l’assenza di progettualità da parte dell’attuale giunta sul tema, l’ex senatore si rammarica, al contempo, del fatto che l’interlocutore abbia optato per lo «screditare l’avversario politico per nascondere le proprie mancanze. Dico al sindaco Dipiazza che con me, però, non funziona: sto affrontando una malattia complicata, terapie impegnative e tra qualche mese mi aspetta un’operazione delicata. Come potete immaginare tra le mie priorità non può esserci la polemica in chiave elettorale».
Attorno a Russo fa quadrato tutto il centrosinistra. A cominciare dall’ex sindaco e attuale consigliere regionale Pd Roberto Cosolini. «Il sindaco rivendica i cantieri – ricorda Cosolini – ma dovrebbe sapere che gli stessi sono conseguenza dei 50 milioni che Serracchiani e io ottenemmo dal governo nel maggio del 2016. Noi abbiamo sempre detto al sindaco che gli avremmo dato una mano – prosegue Cosolini – ma lui replica con gli insulti, credo perciò che Russo gli abbia dato una lezione di stile».
Perentoria la risposta di Cosolini anche per quanto riguarda la questione “fumo”. «Alla sua battuta posso solo rispondere con un’altra: si fuma “roba strana” chi sostiene che gli alberghi di Trieste in questi giorni sono pieni». Concetti ripresi anche dal resto del Pd. «Io credo che la grande preoccupazione di tutti noi sia quella di perdere Porto vecchio come volano di sviluppo – le parole di Laura Famulari, segretaria provinciale dem – perché questi interventi a spot, dove metto tutto e il suo contrario, non ci convincono affatto». Va ancora più a fondo il compagno di partito Marco Toncelli: «Dipiazza parla di fumo, ma lui e Roberti si fanno belli con progetti e risorse che non sono loro, ovvero i famosi 50 milioni Franceschini. Al contrario di quanto sostenuto dallo stesso Roberti poi – prosegue Toncelli – Russo più volte in questi anni ha dato impulso alla realizzazione della famosa società di gestione, unico modo per avere investimenti privati unici che possono portare linfa vitale a Porto vecchio. Forse questa società non viene costituita perché c’è chi ha delle piccole rendite di posizione da mantenere?».
Sulla querelle Dipiazza-Russo alzano la voce sia Paolo Menis (M5s) che Antonella Grim (Italia Viva). «Devo nuovamente smentire Dipiazza», così il pentastellato: «Da parte mia rimangono le osservazioni fatte alcuni giorni fa. Non c’è una visione globale sull’area, la società di gestione ancora non esiste e la Regione butterà via soldi per trasferire gli uffici nei magazzini ex Greensisam». Nebbia fitta ma non dovuta a questioni di fumo “cattivo”. Questo in sintesi il pensiero della consigliera renziana. «Le dichiarazioni del sindaco Dipiazza – incalza Grim – confermano quanto da noi già affermato: siamo ancora alla fase uno, il minimo sindacale, ossia l’utilizzo del contributo dell’allora governo Renzi».
Il dibattito su Porto vecchio si interseca con la situazione personale legata alla malattia che l’ex senatore sta combattendo. Sul tema della sua candidatura in vista della corsa per la poltrona di sindaco nel 2021, pare non ci sia spazio per eventuali piste alternative. «Non c’è ancora niente di ufficiale – la posizione di Cosolini a riguardo – ma solo perché alle prossime elezioni comunali manca ancora molto tempo. Io però sono convinto che Francesco sarà il candidato sindaco del centrosinistra e anche il prossimo sindaco di Trieste. Tifiamo tutti per lui». Sulla stessa linea anche Famulari: «Lui è il nostro candidato in pectore, noi siamo tutti fiduciosi che la sua situazione personale si risolverà positivamente, perché siamo convinti che solo con lui potremo battere Dipiazza». Getta acqua sul fuoco su una possibile riproposizione in chiave locale della coalizione giallorossa nazionale Menis: «Stiamo ancora valutando. Il panorama però non è buono né per noi né per il Pd, pur per due motivi completamente diversi».—
Riproduzione riservata © Il Piccolo








