Portuale di Trieste morto annegato: lo choc dei colleghi. All’interno dello scalo lavora anche il figlio

Il cordoglio delle sigle sindacali, del fronte politico e della Diocesi

Laura Tonero

TRIESTE Un dramma nel dramma la morte di Paolo Borselli, valutando che anche suo figlio da alcuni anni lavora proprio per l’Agenzia per Lavoro portuale del Porto di Trieste. I colleghi ieri erano scossi, la notizia li ha travolti come un macigno, anche perché Paolo lavorava da una vita all’interno del porto. «Era una delle nostre colonne», si limita a dire uno dei compagni, raccontando di una persona «di provata esperienza, che insegnava il mestiere agli ultimi arrivati».

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Proprio per rispetto del figlio, di quel giovane che dovrà fare i conti più tutti con il dolore, i colleghi di Paolo ieri hanno preferito non rilasciare dichiarazioni o riferire dettagli sulla vita della vittima. «Questo è il momento della rabbia e dell’angoscia – dichiara il segretario provinciale della Cgil Michele Piga – ora bisognerà attendere la ricostruzione delle dinamiche, ma intanto verrà chiesto un tavolo prefettizio per ragionare affinché tragedie simili non accadano più». Il segretario della Cisl Alberto Monticco si limita a valutare come «la morte di Paolo Borselli sia l’ennesima dimostrazione che sulla sicurezza non si faccia mai abbastanza».

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A destra la vittima Paolo Borselli. A sinistra i soccorsi (Foto Lasorte / Silvano)

In attesa di capire se «l’infortunio sia avvenuto per disattenzione o per qualche problema legato alla sicurezza», il segretario delle Uil Matteo Zorn sostiene che «serve fare di più per promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro». Sasha Colautti dell’Usb ritiene che «dentro quel terminal la prestazione del lavoro è aumentata, e questa tragedia è avvenuta in assenza di qualcuno che monitorasse l’attività del lavoratore. Il fatto che sia rimasto per due ore in acqua senza che nessuno se ne accorgesse – sottolinea – per noi è di una gravità assoluta». La segretaria provinciale del Pd Caterina Conti esprime «dolore e indignazione per la morte di un altro portuale. Chiediamo che in primo luogo l’Authority si senta coinvolta nell'impegno di chiarire e di fare di più per prevenire». Vicinanza alla famiglia di Borselli è stata espressa anche da monsignor Ettore Malnati.

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