Pronto soccorso in prima linea nella ricerca dell’Istituto Negri

Come cambia il decorso clinico di un paziente Covid-19 positivo e con insufficienza respiratoria se viene precocemente supportato da ventilazione non invasiva? Lo si capirà dall’indagine che l’Istituto Mario Negri, fondazione no profit di Milano per la ricerca, la formazione e l’informazione sulle scienze biomediche, sta conducendo attraverso l’analisi di dati acquisiti attraverso le aziende ospedaliere d’Italia. Un percorso di studio e approfondimento cui il San Polo di Monfalcone ha convintamente aderito. Per la precisione, il Pronto soccorso di via Galvani, che ha deciso di dare il suo contributo alla causa.
È notizia di ieri, infatti, che l’Area emergenza dell’ospedale cittadino, peraltro Covid free, sta partecipando allo studio prospettico sulla gestione precoce della ventilazione non invasiva nei pazienti contagiati dal virus, con il prestigioso istituto meneghino. Nel caso locale, pazienti che, per saturazione delle disponibilità, non possono essere subito indirizzato nei reparti specializzati e dunque vengono trattati sul posto, in attesa dell’inserimento.
La collaborazione con il Mario Negri, in particolare, va ascritta alla tenacia della sperimentatrice principale, la dottoressa Eloisa Lubini, dirigente medico. È stata lei, fattivamente, a seguire tutto l’iter burocratico, che ha necessitato di un passaggio nel comitato etico e della sigla del direttore generale di Asugi Antonio Poggiana ai primi di aprile. Infatti, proprio da inizio mese e fino al 23 maggio si estende lo spettro temporale dei dati che saranno raccolti ai fini della ricerca.
Lo studio prevede che una volta diagnosticata la positività al coronavirus in un paziente con insufficienza respiratoria, venga attuato un precoce supporto ventilatorio in attesa di trasferimento ai reparti Covid. Cosa appunto avvenuta a Monfalcone per i pazienti che, in attesa di una disponibilità nelle strutture di Gorizia, Cattinara o dell’ospedale Maggiore, sono state trattate, già nelle scorse settimane, al Pronto soccorso di via Galvani. Ciò è stato possibile, come rileva l’assessore alle Politiche sociali e medico, Michele Luise, anche grazie «alle donazioni dei cinque ventilatori ottenute dal San Polo». «Da subito e secondo protocollo – racconta Luise – quando si è prospettata la saturazione dei posti nei reparti Covid-19 l’Area emergenza si è attrezzata somministrando il prima possibile ossigeno ai malati in arrivo, al 100% con il respiratore-ventilatore o al 60% con il casco cpap, a seconda della gravità dello stato del singolo paziente».
Il contributo alla ricerca dell’istituto Negri si concretizza nella «condivisione dei dati relativi ai pazienti trattati con tali modalità», pertanto al termine degli studi e degli elementi raccolti «si capirà quanto ha giovato o con che esiti si è inserita, nel successivo trattamento, la procedura indicata», sempre Luise. Insomma, un tassello ulteriore per venire a capo dell’intricato puzzle del Covid-19.
Stando a quanto reso conto ieri i pazienti, una volta trasferiti, saranno monitorati per tutto il loro decorso clinico nei reparti di ricovero fino alla dimissione. Lo studio è stato infatti progettato per sviluppare un «modello predittivo ai fini prognostici, inserendo sin dalla diagnosi di polmonite Covid una strategia ventilatoria di supporto in aggiunta alla terapia medica».
Modello predittivo che, aggiornato periodicamente, permetterà di fornire una stima della prognosi attesa. In questo modo sarà possibile restituire alla pratica clinica uno strumento capace di formulare stime accurate della prognosi dei pazienti. «L’istituto Negri ha mandato la richiesta a partecipare a tutti i Pronto soccorso – conclude. Non sappiamo quali territori o quante strutture vi abbiano aderito. Monfalcone lo ha fatto e ritengo importante ritrovarsi all’interno di questo circuito che, per esiti, consentirà anche a livello locale di capire come affrontare e debellare questo micidiale virus».
Dunque dall’amministrazione l’adesione alla ricerca viene accolta come «un riconoscimento per la professionalità di tutto il personale del Pronto soccorso e per la competenza nella gestione del supporto ventilatorio in emergenza-urgenza». Il sindaco Anna Cisint, non appena è stata informata dello studio, si è attivata per capire di cosa si trattasse. Quindi ha definito una «splendida notizia» la ricerca scientifica nella struttura ospedaliera cittadina. Il dipartimento di Emergenza del presidio di Gorizia-Monfalcone è diretto dal dottor Alfredo Barillari. —
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