Quel pasticciaccio dei 479 cuccioli donati troppo presto

Molti cagnolini sono “spariti” prima che arrivasse il via del pm. Da qui le proteste e gli esposti. «Erano malati»

 Bambini in lacrime, proteste dei genitori e ora anche la minaccia dei esposti alla procura. Un vero e proprio pasticciaccio brutto, per dirla come Carlo Emilio Gadda, dietro all’affidamento dei 479 cuccioli sequestrati dai finanzieri della Tributaria in due distinte operazioni.

Già prima di sabato, giorno indicato dalla Finanza per il ritiro degli animali ospitati secondo le indicazioni del pm di Udine Viviana Del Tedesco nelle 11 strutture, qualcuno aveva già in casa il cagnolino.

«Ho ricevuto decine e decine di telefonate di gente furiosa che si è lamentata proprio di questo. Sabato prima che cominciassimo a consegnare i cani qualcuno si è presentato alla nostra struttura con altri animali per effettuare le visite di controllo», dice la veterinaria Fulvia Ada Rossi, responsabile della clinica Tergeste di via D’Alviano. Aggiunge: «Non so dove avevano preso i cani, forse da qualche struttura di Monfalcone». Poi precisa: «Io ho fatto esattamente quello che mi era stato indicato dalla Guardia di finanza. I cani sono stati dati a partire dalle 9.30 di sabato. Devo aggiungere che tuttavia qualche cane in precarie condizioni di salute è stato già prima temporaneamente affidato a qualche volontario per essere curato».

In tutte le strutture c’è stato un vero e proprio assalto. E anche ieri pomeriggio c’erano ancora persone alla ricerca di un cane in affido. «Non ci sono state irregolarità di alcun tipo», precisano alla Guardia di finanza. Poi confermano: «In certi casi, prima del sequestro penale i veterinari hanno preferito affidare, com’era loro facoltà, a persone di fiducia gli animali che avevano bisogno di cure. Ma nessuno ha dato i cani prima del previsto». Poi aggiungono: «Faremo degli accertamenti. Ma la cosa importante è che i cani siano stati affidati chi li tratterà bene. E di questo ne siamo convinti».

«Forse ci sono stati dei problemi di comunicazione e qualcuno non conoscendo le norme ha affidato le bestiole prima del tempo», spiega un veterinario che vuole mantenere l’anonimato. La prova indiretta è quello che è successo a Monfalcone al canile «La Cuccia» dove era stata arbitrariamente formata una graduatoria sulla base dei messaggi sms inviati alla responsabile. Una procedura sicuramente bizzarra che ha sctenato la protesta di quelli che sabato mattina si sono presentati e hanno trovato il canile ormai vuoto.

«Venerdì pomeriggio mi hanno notificato il provvedimento della procura di Udine. Il finanziere che era venuto in clinica mi ha spiegato che i cani dovevano essere dati solo il giorno seguente. Così abbiamo fatto. Avevamo otto esemplari e l’ultimo è stato consegnato in serata», dicono alla clinica Campo Marzio. «I 20 cuccioli di bulldog che erano stati dati all’Astad sono stati subito affidati alle nuove famiglie. La Lav aveva ospitato 4 cani e di questi due sono stati dati ai volontari mentre gli altri li hanno avuti due famiglie», dice il veterinario Corrado Abatangelo. Aggiunge: «Forse avrebbero fatto meglio a mettere sul sito una sorta di regolamento, così si sarebbero eviate polemiche e questioni non certo simpatiche. Aggiunge: «Non credo che ci sarebbe stata questa mobilitazione se i cani in questione fossero stati dei meticci...».

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