Quella coppia a Villesse fra officina e bar. Clelia e Fabiano sposi record da 70 anni

Il traguardo dei coniugi Secolin diventa uno spaccato del paese fatto di bici, moto Gilera e il ritrovo di piazza San Rocco 
Fabiano e Clelia Secolin oggi
Fabiano e Clelia Secolin oggi

ROMANS È un traguardo prestigioso quello che oggi, a Villesse, raggiungono Clelia e Fabiano Secolin. Sono sposati da settant’anni, le cosiddette nozze di ferro. I coniugi Secolin sono entrambi nativi di Villesse: lui 96 anni e lei 90 anni, per la precisione di queste terre nata sotto l’allora Comune di Romans. Un’età ottimamente portata da una coppia molto conosciuta, molto apprezzata e stimata da tutta la comunità di Villesse e non soltanto.

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Attraverso il loro anniversario si può raccontare la storia del paese. Correva il lontano 18 novembre 1950, era un sabato mattina, quando Clelia e Fabiano pronunciarono il loro fatidico “sì”, nella chiesa parrocchiale di San Rocco a Villesse, davanti al parroco don Giuseppe Bison. Da allora sono trascorsi settant’anni di felice matrimonio e non solo quelli: si aggiungono altri sei anni di fidanzamento, necessari per mettere su casa prima di scambiarsi gli anelli, tanto per dare un ulteriore risalto all’evento e alla indissolubile unione di questa simpatica coppia.

Fabiano e Clelia Secolin nel giorno del matrimonio
Fabiano e Clelia Secolin nel giorno del matrimonio


Una vita, quella dei coniugi Secolin, di dedizione completa alla famiglia, condita, talvolta, da sudore e sacrifici che i tempi imponevano, ma comunque rallegrata e impreziosita dalla nascita di quattro figli: Fides, Flavio, Faustino e Fabiola, che oggi permettono a Clelia e Fabiano, di essere attorniati anche da sei nipoti e due pronipoti, oltre ai generi, nuore e qualche amico intimo, mentre saranno sicuramente tante le congratulazioni a distanza, imposta dal Covid-19.

Non una famiglia qualsiasi. Per molti anni, esattamente 28, a Villesse, l’officina di Fabiano, nella piazza principale del paese è stata “il box” di tutte le biciclette di cui i villessini erano in possesso. Fabiano aveva imparato il mestiere di meccanico a Romans, come garzone, assieme ad altri giovanissimi come lui, nell’officina del leggendario Alessandro Schnablegger, più noto con il soprannome di “Sandi” (1910–1954), uno spericolato centauro, morto sulla strada e del quale Fabiano conserva una preziosa memoria, alla quale molti attingono ancora, apprendendo delle curiose sfaccettature, come quando racconta che assieme a “Sandi”, in sella alla Gilera 55 cc a 8 bulloni, andavano a Conegliano per acquistare una bicicletta nuova ordinata da qualcuno, che Fabiano portava a Romans, pedalando, mentre Santi ritornava a casa con la moto. Storie d’altri tempi capaci di descrivere un’epoca.

Clelia e Fabiano hanno gestito, per vent’anni, il Bar Acli in piazza San Rocco a Villesse, facendosi apprezzare dai tanti fedeli avventori. Nel rispetto delle regole e delle normative sul contenimento virus in questa fase di emergenza sanitaria, soltanto i parenti più stretti festeggiano oggi i “novelli sposi”, per questa loro fantastica ricorrenza, poi, fanno presente in famiglia, ci sarà sicuramente modo, quando i tempi lo permetteranno, di organizzare una grande festa con i restanti parenti e i tanti amici che la coppia vanta, per dare il giusto risalto a un evento che sicuramente è raro, quasi eccezionale, riservato davvero a pochi e che vede tutta Villesse celebrarla con un pizzico di orgoglio. —

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