Raduno da record a Gradisca 648 iscritti da tutta Europa

La manifestazione del Gfi Alpe Adria si conferma riferimento per i fuoristradisti Partecipanti persino da Olanda e Russia. Tutto esaurito negli alberghi della zona
Bumbaca Gorizia 08.12.2019 Gradisca raduno auto fuoristrada GFI © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.12.2019 Gradisca raduno auto fuoristrada GFI © Foto Pierluigi Bumbaca



Il rombo dei 4x4 ancora rimbomba tra le mura della Fortezza. La rumorosa (e ci mancherebbe...) carovana della 34° edizione del raduno internazionale di Gradisca d’Isonzo ha superato ogni record, raccogliendo le iscrizioni di ben 648 equipaggi composti da appassionati e gruppi di amici che hanno passato la giornata a bordo dei loro bolidi a trazione integrale, superando la cifra già incredibile di un anno fa, quando i fuoristrada al via furono 608.

Numeri pazzeschi che continuano a stupire, avvicinando il totale complessivo degli iscritti dalla prima edizione a quota 20 mila, e che confermano come il raduno gradiscano sia ormai stabilmente considerato dagli appassionati come uno dei raduni più belli di tutta la Mitteleuropa. Lo confermano da un lato la recente attestazione da parte del Guinness dei primati e, dall’altro, la provenienza dei tantissimi equipaggi arrivati dall’estero, con il terzetto composto da Svizzera, Germania e Austria a guidare la classifica degli iscritti, seguito in ordine sparso da Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca e Ungheria, ma anche Olanda, Liechtenstein, Polonia e persino Russia.

«Gli alberghi della zona sono strapieni – conferma Tiziano Godeas, anima degli organizzatori del Gruppo Fuoristradistico Isontino “Alpe Adria” – e non abbiamo timore a sostenere che il raduno di Gradisca sia oggi tra i più grandi al mondo. Ormai è un appuntamento irrinunciabile per appassionati che fanno volentieri anche un migliaio di chilometri per venire. In più, soprattutto chi viene da parecchio lontano, tende a soggiornare in zona almeno per un weekend, se non una settimana, e questo crea un indotto che ci fa felici».

Al via c’era un vero fiume di fuoristrada di ogni epoca e di ogni stazza, dalla flotta praticamente al completo delle nuove Jeep fino ad alcune perle come due Pinzgauer in uso dall’esercito svizzero negli anni ’70, ma anche un gruppo di 5 Polaris, particolari per la carrozzeria essenziale, e diversi Puch austriaci, fino a un vero e proprio esercito di modelli e marchi più diffusi, dalle Nissan alle Suzuki, passando per un elenco infinito di Land Rover e Toyota.

A margine, tanta curiosità hanno destato i mezzi militari esposti tra via Ciotti, piazza Unità e via Bergamas, grazie alla passione di Asi e del club Crcs, cingoli e ruote per conoscere la storia, che ha esposto dei veri e propri pezzi da museo su ruote, tra cui due mezzi militari della Seconda guerra mondiale adibiti ad ambulanza, diverse Jeep Willy (il mezzo militare della Seconda guerra per antonomasia) e alcune Dodge, per finire con un camion in dotazione dagli anni ’70 all’esercito italiano, il leggendario Fiat CP70, che chiunque abbia fatto la naja dovrebbe ricordare molto bene. –



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