Raugna vuole la Git nel futuro delle nuove Terme Marine

/ GRADO
Le future Terme Marine sono sempre al centro dell’attenzione. Se ne parla da anni. Si discute, anche animatamente. I politici si dividono, le amministrazioni pure. Fatto sta che perfino nel contesto di uno degli argomenti all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci della Git le Terme Marine hanno tenuto banco. C’era l’illustrazione e approvazione del piano industriale pluriennale 2021-2023. Tema di grande rilevanza in generale, ma che stando al sindaco Dario Raugna si può a grandi linee suddividere in due argomenti. Il primo riguarda la concessione demaniale e il secondo le future Terme Marine.
Relativamente al primo aspetto può considerarsi, almeno al momento, superato: la Git ha infatti sottoscritto l’accordo di proroga previsto dal Comune, che prosegue fino al 2023. Tuttavia ad ottobre il Ministero dovrà esprimersi sulla materia decidendo se stabilire le proprie linee in contrapposizione alla nota Bolkestein europea oppure obbedire alla stessa Comunità europea applicando la legge che prevede il rinnovo di anno in anno delle concessioni. Cosa che cancellerebbe di fatto qualsiasi tipo di investimento da parte di tutti i concessionari, dal momento che l’anno successivo potrebbero vedersi “sfrattati” da altri. Il piano industriale pluriennale, presentato dall’ad Lovato per il voto dei soci, è stato approvato, ma con l’astensione del Comune perché, come riferito da Raugna, nulla è stato evidenziato in ordine alla prospettiva caldeggiata dalla Regione di procedere all’individuazione di un soggetto privato, attraverso un bando di costruzione e gestione del nuovo impianto termale, le attuali terme – Nuove terme – Parco acquatico. Ciò, sempre Raugna, «anche a fronte di un investimento pubblico di 30 milioni di euro e una procedura che già prevedeva la compartecipazione dei privati, andata fallita».
«Quest’eventualità non può essere sottaciuta quando affrontiamo un piano industriale, tenuto conto che ora Git gestisce quel complesso, con annessi costi e ricavi», sempre il sindaco. Secondo il quale risulta questo, infatti, il nodo a rallentare la costruzione dell’opera. Un nodo che ruota attorno alla possibilità di gestione delle future terme da parte di soggetti privati o pubblici. Per questo motivo Raugna dice di aver chiesto all’amministratore unico un giudizio in ordine alla possibilità che sia Git il soggetto gestore predestinato, predisponendo un piano industriale che prepari la società a quest’importante appuntamento.
In poche parole Raugna conclude dicendo che prima sarà sciolto questo dubbio «meglio sarà per tutti noi»: «La posizione dell’amministrazione è chiara da tempo, supportata dal voto del Consiglio. Quella degli altri attori ancora no. Per questo ho espresso un voto di astensione». Come rilevato dall’assessore regionale al turismo Sergio Bini ora si è però deciso di proseguire, con 5 milioni di euro, nella ristrutturazione dell’attuale edificio, per la riabilitazione e altre cure. —
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