Regione, giorni lavorativi dimezzati Ma il rimborso auto resta intatto

TRIESTE. Che usino l’automobile, il treno, l’autobus, la bicicletta o i piedi fa lo stesso. Il rimborso “per le spese di esercizio dell'automezzo”, come recita l’articolo 4 della legge n° 21 del 1981, è garantito. Sempre e comunque. Anche se stanno a casa e a Palazzo non si fanno vedere mai. O se vengono di meno, molto meno, rispetto a quanto regolamentato dal sistema di calcolo forfettario, basato su 21 giorni di accesso alle sedi regionali. Come sta avvenendo: gli inquilini di piazza Oberdan stanno incassando più del doppio di quanto utilizzino, effettivamente, la vettura.
Fa parte del trattamento che spetta ai consiglieri regionali, una voce piuttosto nutrita che comprende indennità di presenza (oltre 10 mila euro lordi), eventuale indennità di carica per il Presidente del Consiglio, indennità di funzione (vice-presidenti, segretari Ufficio di presidenza, presidenti delle Commissioni permanenti e dei gruppi consiliari), telepass, indennità di fine mandato, vitto e vitalizio. Quest’ultimo è stato abolito recentemente, sebbene a partire dal 2013. Come peraltro è stato ridotto lo stipendio complessivo, tra i 294 e i 441 euro al mese. Resiste invece, e non ci sono segnali contrari, il rimborso auto. Tarato, come detto, su “21 giorni di accesso alle sedi in cui operano i vari organi – sottolinea la normativa in materia – enti e uffici regionali, con riferimento alle tabelle Aci relative al costo di esercizio auto chilometrico e varia in base alla circoscrizione di elezione”. Così ripartito: Trieste 550,12 euro, Gorizia 1.540,34, Udine 2.204,65, Tolmezzo 3.319,47, Pordenone 3.372,75. Il tutto con una trattenuta “di un ventunesimo per ogni giornata di assenza”.
Stando alla norma, quindi, dal primo gennaio 2012 al 30 aprile i consiglieri avrebbero dovuto ricevere un rimborso su 84 giornate di presenza: 21 giorni per 4 mesi. Tuttavia, passando in rassegna l’attività di Commissioni, comitati ristretti, riunioni di capigruppo, comitati di legislazione e controllo, Uffici di presidenza e sedute d’aula di questa prima parte dell'anno, risultano appena 40 giornate di lavoro.
Ma l’incasso è avvenuto su 84. In sostanza i consiglieri hanno beneficiato di un rimborso equivalente al 210% in più del dovuto. Oltre il doppio. O, in altri termini, avrebbero usato l’auto la metà di quanto previsto, però vedendosi corrispondere un compenso pieno. Il calcolo considera il totale dei giorni in cui sono state programmate le convocazioni, cioè i momenti istituzionali in cui si è messa in moto la macchina legislativa regionale tra commissioni di varia natura e sedute di Consiglio: 7 in gennaio, 9 in febbraio, 15 in marzo, 9 in aprile.
In realtà il numero è leggermente più alto se si fa riferimento all’intera agenda: 52 gli appuntamenti registrati finora, ma 12 di questi coincidono con le sedute dell'aula. E spesso le 6 commissioni si accavallano in un’unica giornata. Il lunedì o il venerdì, peraltro, non si lavora quasi mai. Commissioni, uffici di presidenza, riunioni di capigruppo sono, di fatto, gli unici elementi quantificabili dell’attività dell’eletto. Momenti in cui, si presume, dovrebbe mettersi in moto, oltre che la macchina legislativa, pure l’auto del consigliere per raggiungere piazza Oberdan. Il totale, va detto, non considera il numero di volte che un consigliere si reca a Trieste al di là degli impegni istituzionali: non esistono badge, né libri delle firme.
È una scelta discrezionale quindi: il consigliere può esserci sempre, ogni giorno, o non esserci mai. Ma riceverà comunque dai 550 ai 3 mila e 400 euro al mese. È l’attività legislativa che è troppo scarsa o è l’assegno che è sproporzionato? Insomma è un privilegio ingiustificato? Qualche giorno fa l’Ufficio di presidenza ha messo mano all’indennizzo che, per assurdo, rischiava di aumentare, adeguando i parametri di riferimento a un’automobile di un’altra cilindrata. E qualcuno ha detto che, forse, il rimborso forfettario si potrebbe togliere, introducendo il piè di lista.
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