Regioni “speciali” del Nord alleate contro i tagli

Oggi l’incontro ad Avio sulla spending review fra i governatori di Friuli Venezia Giulia, Val d’Aosta, Trento e Bolzano
Di Massimo Greco
Lasorte Trieste 06/07/12 - Regione, Presentazioni Atleti Olimpiadi, Paralimpiadi, Londra 2012, De Anna, Tondo
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TRIESTE. «Non possiamo certo mandare a Roma gli Schützen», replicava l’altro giorno il governatore Luis Durnwalder a chi nella sua Bolzano gli rimproverava eccesso di morbidezza nei confronti della minacciosa “spending review” progettata a Roma. E così i riottosi altoatesini dovranno per ora accontentarsi della linea che lo stesso Durnwalder e il confinante Lorenzo Dellai, governatore trentino, hanno messo a punto mercoledì scorso dopo una seduta congiunta delle due giunte autonome: incontro urgente col premier Monti e trattative tecniche con il governo, per stabilire un digeribile ammontare dei tagli, il cui ambito applicativo deve essere però lasciato alla discrezione delle Province interessate. Dellai spinge per avvertire dei pericoli corsi dal sistema delle autonomie il presidente Napolitano, Durnwalder non esclude di aggiornare Vienna.

Oggi la strategia Dellai-Durnwalder si confronterà con le ricette che il governatore friulo-giuliano Tondo e il collega valdostano Augusto Rollandin avranno a loro volta messo a punto. Il “rendez-vous” è fissato per le 15.30 nella Tenuta San Leonardo a Borghetto all’Adige, non lontano da Avio. Tondo vi giungerà da Udine, dove stamane incontrerà i parlamentari eletti nel Friuli Venezia Giulia e i capigruppo in Consiglio regionale.

Perchè questo incontro fra i quattro governatori delle “speciali” settentrionali? Perchè mancano i rappresentanti delle “specialità” mediterranee, siciliana e sarda? Per una ragione tecnico-finanziaria: perchè le “speciali” del Nord hanno già sottoscritto accordi in materia di federalismo fiscale con il governo centrale. Il Friuli Venezia Giulia, per esempio, lo ha firmato il 29 ottobre 2010, Tremonti consule.

Ma il governo centrale non sembra avere in grande considerazione tali patti, come dimostrano le misure previste dal decreto sulla “spending review”. Che - ricordiamo - prevede un salasso di 3,3 miliardi da applicarsi alle Regioni “speciali”nell’arco di un triennio: il Friuli Venezia Giulia ne è “implicato” per 508 milioni, il Trentino per 363 milioni, l’Alto Adige per altri 360 milioni circa. Insomma, ad Avio si dà convegno perlomeno il 40% di quanto l’esecutivo dei “tecnici” esige complessivamente dalle specialità regionali da qui al 2014.

L’orientamento, che potrebbe emergere dal summit in terra trentina, è il seguente: in prima battuta pressing politico-parlamentare sul governo per ottenere sconti e facilitazioni nell’individuazione e nella gestione dei tagli. Se Monti & partners si mostreranno irremovibili, se il decreto passerà il vaglio dell’aula, allora non resterà che ricorrere alla Corte Costituzionale.

Proprio a proposito della giustizia costituzionale, su questa materia Stato/specialità statutaria c’è un recentissimo e interessante precedente, che potrebbe giungere in soccorso della “periferia”. Giusto giovedì scorso la Corte ha infatti sentenziato (178/2012) l’illegittimità di alcune norme contenute nel decreto legislativo 118 del 23 giugno 2011, Berlusconi imperante. Tali norme, che riguardano temi di carattere contabile, furono impugnate da alcune amministrazioni “speciali” cui la Consulta ha dato ragione. Scrivendo in sostanza che lo Stato non può applicare direttamente alle Regioni “speciali” disposizioni che si rifanno a principi fondamentali di coordinamento di finanza pubblica, senza che vi sia rispetto degli statuti e senza che vi siano specifiche intese nelle sedi competenti (vedi le commissioni paritetiche). Una sentenza, come immancabilmente si dice in questi frangenti, di stretta attualità.

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