Resta misterioso l’acquirente dell’ex hotel Obelisco

L’albergo in disarmo è stato  venduto all’asta a settembre ma bisognerà attendere l’aggiudicazione definitiva per conoscerne l’identità
Lasorte Trieste 13/04/11 - Opicina, ex Hotel Obelisco
Lasorte Trieste 13/04/11 - Opicina, ex Hotel Obelisco

Resta l’alone di mistero sul destino dell’hotel Obelisco di Opicina. Il 16 settembre scorso l’antica locanda, riattata nei decenni ad albergo all’avanguardia e poi finita in rovina, è stata venduta per un milione e 765 mila euro all’asta del Tribunale di Milano, ove operano i curatori fallimentari. Da allora, in attesa dell’aggiudicazione definitiva del bene a sciogliere ogni enigma, il mondo dell’economia e della politica triestina si arrovellano sull’identità dell’acquirente: pare improbabile sia triestino, visto che ha dovuto ritirarsi la triade composta da Gabriele Ritossa, Alessandro Pedone e Alberto Diasparra, soci paritari della Ferret, che aveva vinto provvisoriamente l’asta di febbraio. Tra gli addetti ai lavori si è parlato di un possibile acquirente in un imprenditore che opera a Lignano e che di recente è sbarcato a Trieste, ma i diretti interessati smentiscono.

Chiunque risulti essere l’acquirente, avrà in mano un edificio con una lunga storia. Le prime menzioni della struttura, una locanda, risalgono alla fine del ’700. Ma è dagli anni ’70 del secolo successivo che il Grand Hotel Obelisque diventa una meta di villeggiatura, tanto per la borghesia triestina e imperiale, quanto per viaggiatori di passaggio. È fatto conosciuto chenella locanda l’esploratore britannico sir Richard Francis Burton abbia tradotto in inglese “Le mille e una notte”. Distrutto alla fine della Seconda guerra mondiale, l’hotel ha riaperto negli anni ’50, fino al grande rilancio 20 anni dopo, grazie a un avveniristico progetto firmato da Gae Aulenti. Ma il prestigio non basta e nel 1985 anche l’ultima proprietà, la Gladstone, fallisce.

Dal 2010 il terzetto dei curatori fallimentari, Patrizia De Cesari, Giorgio Canova e Andrea Carlo Zonca, tenta di piazzare all’asta il bene, senza successo. Nel 2015 il nuovo Piano regolatore varato dalla giunta Cosolini ha anche reso più gustoso il piatto, concedendo un appezzamento da 8.500 metri quadrati edificabili in più nel bosco retrostante all’albergo.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo