Rigassificatore, battaglia al Sabor

Contro la legge sull’impianto di Veglia 380 emendamenti. Protesta ambientalista davanti al Parlamento

ZAGABRIA. Il Sabor, il Parlamento croato, è diventata la sede dello scontro sul rigassificatore galleggiante da posizionare nelle acque che bagnano la località di Castelmuschio (Omišalj) sull’isola di Veglia. Ieri le opposizioni hanno presentato 380 emendamenti alla cosiddetta lex Lng, la normativa formulata per snellire l'iter di realizzazione del terminal metanifero offshore, finanziato dall'Unione europea con 100 milioni di euro a fondo perduto. Dei 380 emendamenti, 360 sono stati firmati dal Partito socialdemocratico, la principale forza d'opposizione, che si è visto respingere il tentativo di sottoporre il contestato disegno di legge a due letture, al posto dell'attuale procedura d'urgenza decisa dall’esecutivo Plenković (Hdz). Il deputato e presidente dei socialdemocratici, Davor Bernardić, ha invitato ieri l’esecutivo a ritirare la legge sull'impianto isolano, così avversato a Veglia e nella Regione fiumana per questioni finanziarie, ambientali ed estetiche.

«Dovreste agire una volta per tutte nell'interesse delle municipalità interessate e della Contea quarnerino–montana – ha dichiarato Bernardić dall'emiciclo parlamentare – e non impegnarvi a favore di lobby che guardano esclusivamente al profitto. La popolazione, i politici, gli ambientalisti, i comuni di Veglia e la Contea litoraneo–montana non vogliono il terminal galleggiante, bensì quello sulla terraferma. Datevi una mossa e ascoltate le voci che arrivano dal Quarnero».

Nel corso della presentazione degli emendamenti, i socialdemocratici hanno diffuso degli audio contenenti i pareri degli abitanti di Veglia sul rigassificatore offshore, cosa che non è piaciuta agli esponenti della coalizione di centrodestra al potere. Anche se non vi è ancora una conferma ufficiale, pare che il voto sulla lex Lng si avrà al Sabor la settimana prossima. Nel contesto, i regionalisti di Alleanza litoraneo–montana hanno dichiarato in conferenza stampa che i deputati della regione fiumana favorevoli alla legge saranno definiti tout-court dei traditori.

Mentre i parlamentari si soffermavano sugli emendamenti, di fronte al Parlamento si è tenuta l'iniziativa di protesta degli ambientalisti di Azione verde: hanno esposto uno striscione in cui si ricorda come 18.950 cittadini abbiano apposto la loro firma contro la presenza del terminal offshore a Veglia. Ai deputati sono stati consegnati volantini in cui si citano i danni sia all'ambiente marino provocati dalla nave metaniera, sia al settore turistico.

Intanto prosegue lo scontro fra il governo croato e la sindaca di Castelmuschio, Mirela Ahmetović. Secondo Zagabria, le autorità centrali sono costantemente in comunicazione con i responsabili del comune vegliota in merito al progetto Lng. «Frottole – ha replicato Ahmetović – mi sono rivolta tante volte al governo e al ministro dell'Ambiente, Tolušić, spiegando gli svantaggi del rigassificatore in mare. Ho ottenuto risposte al contagocce e mai esaustive».

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