Rigassificatore, pressioni sul governo per il “no”

L’assessore Laureni convoca una riunione in municipio con Regione, Provincia e Comuni minori

Fermare l’assordante silenzio sul rigassificatore di Zaule che non è mai stato ufficialmente cancellato e il cui progetto, portato avanti da Gas Natural, magari rischia di risaltar fuori all’improvviso. È la motivazione che ha indotto l’assessore comunale all’Ambiente Umberto Laureni a convocare una riunione per domani in municipio con rappresentanti di Regione, Provincia e degli altri Comuni interessati. «Voglio sincerarmi - spiega Laureni - che persista tuttora in tutte le istituzioni elettive del territorio un atteggiamento di contrarietà a quel progetto e conseguentemente che vi sia la volontà concorde di chiedere al governo di emettere finalmente il decreto di revoca alla compatibilità ambientale dell’impianto.» Quel decreto in effetti non è stato mai emesso, ma anzi di ufficiale vi sono due atti soltanto: il primo è il parere positivo alla Valutazione d’impatto ambientale rilasciato nel 2009 dall’ex ministro Stefania Prestigiacomo, il secondo è il decreto con cui il 4 aprile 2013 un altro ex ministro, Corrado Clini, ha sospeso per sei mesi l’efficacia della compatibilità ambientale. Teoricamente dal dicembre scorso dunque la compatibilità ambientale potrebbe essere tornata in vigore, senonché non si è verificata nemmeno una delle due opzioni in base alle quali, secondo Clini, la situazione si sarebbe potuta sbloccare e cioé né l’indicazione da parte di Gas Natural di un sito alternativo rispetto a Zaule, né la rideterminazione del proprio Piano regolatore da parte dell’Autorità portuale che aveva definito il rigassificatore incompatibile con lo sviluppo dei traffici marittimi. «Anzi - aggiunge Laureni - la crescita del traffico navale in alcuni terminal (soprattutto in quello petrolifero, ndr.) rende ancora più impraticabile l’operazione.»

Rispondendo a un’interrogazione della deputata di Sel, Serena Pellegrino, il sottosegretario del Ministero per lo sviluppo economico, Claudio De Vincenti il 15 aprile aveva affermato: «Il procedimento avviato dal ministero dell’Ambiente presumibilmente si chiuderà con la revoca della Valutazione d’impatto ambientale positiva a suo tempo adottata e conseguentemente il ministero dello Sviluppo economico dovrà rigettare la domanda di autorizzazione alla costruzione dell’impianto.» Poi però non è successo nulla, si potrebbe sospettare che il governo stia trattando con Gas Natural per evitare una causa milionaria che avrebbe non indifferenti probabilità di perdere dato il primo via libera concesso alla società catalana.(s.m.)

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