Rilancio dell’ex Haludovo Il rifiuto dei residenti

L’imprenditore armeno pronto all’investimento chiedeva che una parte del lungomare fosse preclusa alla fruizione pubblica 

VEGLIA

Battuta d’arresto che pare definitiva per l’appena abbozzato progetto di risanamento e rilancio del complesso alberghiero di Haludovo, nell'isola di Veglia, da 18 anni in stato di abbandono. Alla presentazione del progetto, che si è tenuta nella palestra della scuola elementare di Malinska di fronte a un folto pubblico, i residenti hanno opposto un netto rifiuto alle richieste del proprietario di Haludovo, l'uomo d'affari armeno Ara Abramyan, che voleva chiusi alla fruzione pubblica - con tanto di recinzione - una parte delle rive e del lungomare di Malinska. Una sorta di concessione, insomma, che avrebbe impedito alla popolazione di attraversare luoghi praticati da sempre a vantaggio esclusivo degli ospiti del nuovo, lussuoso resort progettato.

La bocciatura ha innervosito l’imprenditore armeno, che nel corso della presentazione si è anche lamentato per presunti problemi catastali e con alcuni lotti di terreno. Preso atto del "no" dei presenti alla sua richiesta per una concessione di tipo chiuso, Abramyan ha abbandonato la sala, facendo capire che il nuovo insediamento turistico potrà restare un progetto non realizzato anche perché non ci sarebbe un piano B da parte del businessman, criticato in tutti questi anni per avere permesso che Haludovo – un tempo resort di lusso – si trasformasse in un vero e proprio immondezzaio.

L'architetto Martina Gudac, stretta collaboratrice di Abramyan, ha illustrato comunque il piano di rilancio del sito, che comprende la costruzione di sei alberghi di lusso per un investimento che andrebbe da un minimo di 200 a un massimo di 300 milioni di euro, comprendendo la realizzazione di un porticciolo turistico. Un maxi complesso che il pubblico che ha partecipato alla presentazione ha accolto con netta ostilità.

Il sindaco di Malinska – Dubašnica, Robert Antun Kraljić, ha fatto presente all'imprenditore che poteva contare sul Piano regolatore del Comune, a patto che rinunciasse alla recinzione dell’area per l’uso esclusivo. Rinuncia che non è arrivata. —

A.M.

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