Rilancio di Zamparini su Valle Cavarera

GRADO. Un centro clinico termale e turistico che, stando ai proponenti, potrebbe diventare il più importante d’Europa. È l’obiettivo dell’imprenditore Maurizio Zamparini che, nonostante le mille difficoltà incontrate nell’isola, non ha mai mollato l’idea di sviluppare l’area che possiede in Valle Cavarera (Valle Goppion). Difficoltà legate, come è noto, alla cementificazione di un’area sempre al centro dell’attenzione di interventi e polemiche. Non a caso, recentemente, il Comune di Grado ha approvato una variante che limita ancora di più questo aspetto, soprattutto in riferimento alle precedenti intenzioni dell’imprenditore.
Nel frattempo Zamparini, però, ha trovato degli investitori pronti a sborsare il capitale per un nuovo progetto del quale non intende al momento entrare nei dettagli. Tuttavia par di capire che, a fronte di un cospicuo investimento per un impianto e delle realizzazioni di alto livello, dovrebbe essere previsto anche un albergo collegato al resto delle strutture. Una struttura ricettiva a cinque stelle che sarebbe il primo dell’isola. Il tutto attorniato da molto verde.
Proprio l’altra mattina Zamparini ha incontrato il vicesindaco Matteo Polo, l’assessore ai Lavori pubblici e Urbanistica, Fabio Fabris, e il capogruppo di Liber@ Fiorenzo Facchinetti. L’incontro è avvenuto nella sede dell’ufficio tecnico del Comune di via Leopardi: sul tavolo le possibilità di sviluppo della Valle Cavarera alla luce delle destinazioni d’uso e delle prescrizioni previste, dopo l’approvazione delle direttive per la stesura del nuovo Piano struttura e le relative norme di salvaguardia previste. «L’assessore Fabris – precisa una nota del Comune – ha fermamente ribadito che è interesse di tutti, della comunità in primis, che avvenga lo sviluppo dell’area in questione, purché questo sviluppo sia rispettoso delle direttive del nuovo Piano struttura comunale che prevede per tale area il ridimensionamento dell’espansione residenziale, con al suo interno una cospicua quota di edilizia convenzionata nell’area contermine all’esistente quartiere di Valle Goppion, e uno sviluppo del ricettivo turistico (non residenziale) nella restante area con un indice di fabbricabilità ridotto rispetto quanto prima previsto». E il nuovo progetto di Zamparini sembra essere in sintonia con queste direttive.
«È stato un colloquio conoscitivo positivo – ha precisato Zamparini – del resto il mio progetto va verso l’interesse di tutti: per Grado, per il turismo, per gli investitori. Un progetto che prevede un indice di edificabilità molto basso». Su questo l’amministrazione comunale, come è stato più volte affermato durante la discussione in aula sulla variante, è stata chiara. «Siamo fermamente convinti – sottolinea la nota comunale a tal proposito – che le direttive impartite per la redazione del Piano struttura su tale area siano perfettamente in linea con quello che è il giusto equilibrio tra il rispetto dell’ambiente e quelle che sono oggi le richieste del mercato. Su tale posizione rimaniamo irremovibili e convinti che la strada intrapresa sia quella giusta». A tal proposito Zamparini anticipa solamente un aspetto della possibile operazione: «Tutto sarà autosufficiente, nulla costerà a Grado».
I prossimi passi, a quanto pare fatti in tempi brevi, tra Comune e Zamparini, porteranno a un’anticipazione del progetto che l’imprenditore e gli investitori intendono presentare in municipio. Poi ci sarà, a maggiore garanzia di tutti, anche la presentazione agli amministratori comunali degli stessi investitori che al momento rimangono segreti. Se il Comune concorderà sul progetto e le pratiche burocratiche saranno snellite al massimo sembra ci sia l’interesse degli investitori di procedere a spron battuto per cercare di completare l’intervento nell’arco di un paio d’anni. Se così fosse il centro clinico–termale potrebbe sorgere ancor prima di quello pubblico – i due impianti non si scontrerebbero in quanto destinati a una clientela diversa – che sorgerà nei pressi delle attuali terme gestite dalla Git. Altro progetto del quale si parla ormai da una decina d’anni.
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