Rimborsi, Consiglio regionale “sequestrato” fino a notte fonda

TRIESTE. La Finanza è tornata a Palazzo. E, per passare al setaccio l’ultima tranche delle spese dei consiglieri, questa volta si è presa tutto il tempo necessario. Il blitz, iniziato attorno alle 10 di ieri mattina, si è protratto infatti fino a notte fonda, costringendo a turni di superlavoro impiegati e addetti di segreteria. «Ne avremo di sicuro fino dell’alba - affermava qualcuno, rassegnato, all’ora di cena -. Prima delle tre, o magari le quattro, da qui non si esce».
Il compito delle Fiamme gialle, in “missione” in piazza Oberdaa su indicazione del om Fedetico Frezza, era del resto più che impegnativo: acquisire tutti gli scontrini delle spese dei gruppi consiliari relativi all’anno 2012, documenti che avrebbero dovuto essere rendicontate entro giovedì 28 febbraio. Eppure, hanno accertato i finanzieri, non tutti i partiti hanno rispettato la scadenza: nel caso di Pdl, Udc, Lega e Sinistra Arcobaleno, le spese sostenute e rimborsate con denaro pubblico lo scorso anno, non risultano annotate in alcun rendiconto. Di qui la necessità di acquisire uno a uno migliaia di ricevute, fatture e appunti. Carte che i capigruppo, forse anche considerata la bufera giudiziaria che si sta abbattendo sul Palazzo, non sono riusciti a sistemare «per bene» e a mettere in ordine prima dell’arrivo dei controlli.
Ma, durante la lunga permanenza in Consiglio, i militari hanno acquisito anche gli scontrini messi a rimborso relativamente all’anno 2010. Si aggiungono a quelli del 2011 - sequestrati sempre per ordine del pm Frezza lo scorso 14 febbraio - che, fino a ieri, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 18 consiglieri oltre che dei capigruppo di Pdl, Lega e Pd: Daniele Galasso, Danilo Narduzzi e Gianfranco Moretton, ora al gruppo misto. I nomi sono quelli di dei pidiellini Gaetano Valenti, Paolo Santin, Piero Camber, Roberto Marin, Franco Baritussio, Antonio Pedicini, Piero Tononi, Franco Dal Mas, Alessandro Colautti, Maurizio Bucci, dei leghisti Federico Razzini ed Enore Picco e dei pd Giorgio Baiutti, Sandro Della Mea e Alessandro Tesini. Tutti accusati di peculato.
L'articolo integrale e altri servizi sulla vicenda rimborsi sul giornale in edicola martedì 12 marzo.
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