Ristrutturazioni al via cambia la geografia delle nuove canoniche

Tutti i cambiamenti delle abitazioni dei sacerdoti dopo la rivoluzione dell’accorpamento delle parrocchie



Il quadro di unificazione delle nuove parrocchie cittadine si sta gradualmente incamminando verso una nuova dimensione di essere chiesa. Una progettualità che porta un sempre più stretto raccordo fra parroci, diaconi e laici con questi ultimi che assumeranno, nel contesto pastorale, sempre maggiori compiti e responsabilità.

Per quanto riguarda la più grande unità pastorale della città, che comprende le parrocchie del Duomo, Sant’Ignazio, San Rocco e Sant’Anna, è stato chiamato a guidarla dall’arcivescovo Redaelli, don Nicola Ban, già vicario parrocchiale della chiesa di San Giusto. Ora don Nicola si trova a gestire questa nuova realtà che lo vede impegnato su diversi fronti operativi. Egli viene coadiuvato da Armando Zorzin, e da don Dario Franco, che ambedue risiedono alla casa della comunità sacerdotale di via Seminario, da don Giuseppe Baldas che abita nella casa canonica di Sant’Ignazio, da mons. Igino Pasquali, che risiede nella casa dei canonici di corte Sant’Ilario di fronte al Duomo; da padre Giorgio Basso superiore della comunità dei padri cappuccini; da mons. Ruggero Dipiazza e don Diego Bertogna già parroci rispettivamente di San Rocco e Sant’Anna, che continuano a risiedere in loco; da mons. Sergio Ambrosi che risiede nella parrocchia di Sant’Anna e dal diacono Mario Gatta.

Don Nicola, tra i tanti incarichi, seguirà particolarmente lo storico oratorio Pastor Angelicus. In questa nuova dimensione della grande unità pastorale, il terreno di lavoro si articola già su una base di collaudata continuità dal momento che i rispettivi oratori e le rispettive case canoniche rimangono capisaldi certi ai quali far convergere l’attività. Nel caso invece dell’unità pastorale del Sacro Cuore e di San Giusto, la casa canonica collocata all’angolo tra la via Casale e via Leopardi, al pianterreno continueranno a rimanere aperti gli uffici parrocchiali, mentre l’abitazione del parroco verrà completamente ristrutturata per adibirla a locali per attività di gruppo. Il parroco don Stefano Goina risiede alla fondazione “Contavalle” di cui è presidente già da qualche anno. Egli sarà coadiuvato da mons. Arnaldo Greco, che risiede alla casa dei canonici di piazza Sant’Ilario. «Siamo in pochi sacerdoti - sottolinea don Goina - per cui il luogo di residenza è relativo dal momento che dobbiamo alternarci nelle rispettive celebrazioni».

Parallelamente anche nell’altra nuova unità pastorale della Madonnina, Lucinico e Mossa, la situazione può essere vista negli stessi termini. Il nuovo parroco don Moris Tonso, già vicario a Cervignano, risiede a Mossa e viene coadiuvato dal vicario don Alessio Stasi, risiedendo egli nella casa dei canonici di corte Sant’Ilario e da fra Luigi Bertiè della comunità dei padri cappuccini. Per quanto riguarda l’ufficio parrocchiale di Lucinico, esso continua ad essere ubicato al pianterreno della canonica di via Giulio Cesare, mentre l’abitazione del parroco verrà anch’essa ristrutturata e adibita a locali per l’attività formativa. «In questi giorni verranno convocati i consigli parrocchiali sia di Lucinico che della Madonnina - precisa don Moris - per discutere, per quanto concerne quest’ultima parrocchia, l’eventuale progetto di ristrutturazione dei vari locali. L’ufficio parrocchiale della Madonnina, comunque rimane sempre al pianterreno».

I fedeli della città unitamente a quelli di Mossa, sembrano essere ben disposti a recepire quest’importante innovazione delle parrocchie e delle unità pastorali rendendosi conto, nel contempo, con quanto impegno, amore e disponibilità i rispettivi parroci, vicari, sacerdoti, religiosi, diaconi e laici stanno continuando a portare avanti la loro meritoria missione. —



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