Ritirato il lotto destinato agli uffici Scattano le analisi della casa madre

La questura informa della vicenda la procura  
Bumbaca Gorizia 29_07_2020 Comune, distributore acqua inquinato © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 29_07_2020 Comune, distributore acqua inquinato © Foto Pierluigi Bumbaca



Bloccato il lotto di acqua minerale destinato al rifornimento dei distributori automatici degli uffici pubblici del goriziano (con tanto di avvisi su ogni apparato), informata tempestivamente anche la “casa madre” che la imbottiglia e le dà il marchio. Un marchio nazionale notissimo, un’acqua minerale che è presente in tutte le case italiane e proprio per questo la stessa casa produttrice ha avviato subito analisi urgenti per capire cos’è accaduto a quella bottiglietta che ha ferito in bocca e nell’esofago l’assessore Roberto Sartori.

La polizia si è messa in moto subito quando è venuta a conoscenza del fatto martedì pomeriggio e poi nella giornata di ieri quando Sartori è stato dimesso dall’ospedale, senza gravi conseguenze, ed è stato sentito in Questura.

Ma soprattutto è stata immediatamente allertata la società, il gruppo Illiria, che si occupa della distribuzione di bibite (ma anche caffè, cibi e altro) nei vari apparati di distribuzione automatica presenti in tutti gli uffici pubblici ma anche privati. L’azienda non fa la produzione, non imbottiglia nulla. Acquista corposi lotti di prodotti, tra cui le acque minerali, già imbottigliate e rifornisce i distributori. In regione ci sono tre sedi di rilievo, una a Trieste, una a Pordenone e una a Udine. Ed è da quest’ultima che dipende la copertura del territorio di Gorizia. Una sorta di società supermercato, con la differenza che il cliente acquista direttamente dal distributore la bevanda già raffreddata.

«In via precauzionale abbiamo ritirato l’intero lotto delle bottiglie – spiega il vicepresidente del gruppo Illiria, Mario Toniutti – noi siamo i distributori di quell’acqua che forniamo già imbottigliata e sigillata. Come quella acquistata dall’assessore, sigillata e non scaduta visto che la data di scadenza è fissata appena al 10 settembre 2021. Si tratta di una marca nazionale. Abbiamo preso tutte le precauzioni del caso e attendiamo le risposte delle verifiche in corso».

Nessun fascicolo aperto dalla magistratura per ora, nessun indagine, solo verifiche in corso e misure precauzionali. «Già ieri (martedì ndr) abbiamo informato immediatamente tutti gli uffici pubblici che hanno questi distributori automatici – spiega il Questore di Gorizia, Paolo Gropuzzo – e lo stesso gruppo Illiria, la società che carica i distributori, ha provveduto immediatamente a bloccare tutti i rifornimenti di questo marchio di acqua minerale. Abbiamo immediatamente informato il magistrato di turno della vicenda, ma per ora la Procura che è informata, non si è ancora pronunciata con ulteriori atti. È stata avvisata anche la casa madre che sta facendo le opportune verifiche».

Nessun sequestro per ora, solo blocchi cautelativi, nessun intervento nemmeno dei Nas o ipotesi di reato. Bisognerà attendere l’esito delle verifiche e delle eventuali analisi. Se si tratta di qualche acido, o di qualche prodotto caustico. Ma potrebbe trattarsi anche di frammenti, micro particelle di plastica che potrebbero essere finite, accidentalmente, o non si sa come, all’interno di quella bottiglietta che al momento dell’acquisto, era apparentemente integra e sigillata. Sartori in realtà ne aveva acquistate due di bottigliette d’acqua, una che è stata aperta, l’altra rimasta integra. —

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