Rogo nell’appartamento, muore 78enne

L’incendio in uno stabile di via dell’Istria. Ervino Giacconi, intossicato dal fumo respirato, è poi deceduto in ospedale
Di Corrado Barbacini
Lasorte Trieste 07/04/13 - Via dell'Istria 72, Incendio
Lasorte Trieste 07/04/13 - Via dell'Istria 72, Incendio

È morto intossicato dal fumo sprigionato dall’incendio che si è sviluppato nella sua abitazione al terzo piano dello stabile di via dell’Istria 72.

Ervino Giacconi aveva 78 anni. L’altra sera si era addormentato in poltrona tra cataste di vecchi giornali e libri. Il suo appartamento era una specie di deposito di roba vecchia. Centinaia e centinaia di giornali, quaderni con appunti e un’infinità di vecchi volumi che lui negli anni aveva raccolto e messo sul pavimento.

Un tipo particolare, descritto come un solitario. Per farsi luce e leggere Giacconi usava una candela perché non era neanche attivo l’allacciamento alla rete elettrica. Così in breve le fiamme hanno covato sotto la carta. E l’appartamento di cinquanta metri quadrati è stato invaso dal fumo. Acre e soprattutto irrespirabile e mortale.

L’allarme è scattato ieri attorno alle 6. A telefonare ai pompieri è stato il vicino di casa. Si chiama Maurizio Urbani e abita nell’appartamento di fronte. Ha sentito un odore di fumo sempre più intenso provenire dalle scale. Ha aperto la porta e in breve si è reso conto che le fiamme erano nell’appartamento di Ervino Giacconi.

Dopo pochi minuti sono giunti i vigili del fuoco. Sono saliti di corsa al terzo piano del palazzo e con una forte spinta hanno aperto la porta dell’appartamento dell’incendio. Ma in quel momento il fumo denso della combustione ha invaso le scale. Impossibile entrare dalla porta. Così in breve è stata posizionata all’esterno dello stabile l’autoscala. Due pompieri vi sono saliti e sono finalmente riusciti a entrare nell’alloggio dopo aver sfondato le finestre. Solo in quel momento c’è stato il via libera. I soccorritori che si trovavano al pianerottolo del terzo piano sono potuti entrare ma per farlo hanno dovuto usare gli autoprotettori con le bombole d’ossigeno.

Ervino Giacconi era ancora vivo. Respirava con grande fatica. Il suo cuore era debolissimo. È scattata una drammatica corsa contro il tempo che purtroppo poi si è dimostrata vana.

I vigili hanno adagiato Giacconi sul pavimento del pianerottolo. Ed è stato a questo punto che è entrato nuovamente in azione il vicino di casa, quello che aveva dato l’allarme. Maurizio Urbani per anni ha lavorato come infermiere all’ospedale di Cattinara. Lo ha sottoposto con forza al massaggio cardiaco. E in pochi minuti il cuore ha ripreso lentamente a pulsare.

Sono entrati in azione i sanitari del 118 giunti in qual momento. Hanno fatto l’impossibile per salvarlo. Giacconi che era in stato di incoscienza è stato sottoposto subito all’ossigeno terapia. Quindi in barella è stato portato fin al pian terreno. L’ambulanza del 118 lo ha trasportato a sirene spiegate a Cattinara.

Ma - come detto - non c’è stato nulla da fare. Il monossido di carbonio gli aveva ormai alterato irreparabilmente gli equilibri della respirazione. E a nulla sono servite le terapie d’urgenza alle quali poi è stato sottoposto. Dopo circa un’ora il suo cuore ha definitivamente ceduto.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di una pattuglia di via dell’Istria. Hanno effettuato un lungo sopralluogo nella casa per capire esattamente la dinamica dell’incendio. Le cause - hanno ipotizzato anche i vigili del fuoco - sono quelle di un innesco provocato verosimilmente da una candela. Perché in quella casa come detto non era allacciata la corrente e Giacconi trascorreva il suo tempo nel leggere libri e giornali vecchi che ogni giorno accumulava.

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