Romano tira dritto sull’hub per minori non accompagnati

L’assessore al Welfare: «Lavoriamo di concerto con la Prefettura di Gorizia Necessario un punto di prima accoglienza per i tanti stranieri sotto i 18 anni» 



Sono tanti. Forse troppi. E ricadono sotto la responsabilità del sindaco del Comune in cui vengono rintracciati. A prevederlo la legge. Piaccia o non piaccia. «Ed è giusto fare qualcosa, dare loro una risposta».

Questo il ragionamento dell’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano. Che conferma il lavoro fatto di concerto con la Prefettura di Gorizia per creare una sorta di struttura-parcheggio per i minori stranieri non accompagnati. «I numeri sono in crescita - esordisce l’esponente della giunta Ziberna -. Sono sempre di più gli under 18 che vengono rintracciati nella nostra città. Il loro accoglimento comporta anche dei costi considerevoli, come denunciato più volte. Il Comune anticipa i soldi necessari che poi gli vengono restituiti dalla Regione e dallo Stato, a rendicontazione avvenuta».

Nelle ultime settimane è emersa la necessità di creare una sorta di hub. «Su nuove strutture dedicati ai maggiorenni richiedenti asilo, la posizione del Comune è sempre stata chiara e contraria. Ma, riguardo ai minorenni, non possiamo dimenticare che vengono “affidati” al sindaco del Comune in cui sono stati rintracciati. Pertanto, la responsabilità è nostra, la responsabilità è del primo cittadino. È poi necessario - argomenta Romano - tenere sotto controllo questi ragazzi. Vi faccio un esempio: di recente, alcuni sono stati mandati a Pavia. Ecco perché, assieme alla Prefettura, abbiamo ragionato sulla possibilità di promuovere una mini-struttura di dieci posti al San Luigi: un centro in cui i minori rimangono per pochi giorni in attesa di una soluzione definitiva. In questo momento, all’ex oratorio ci sono sessantina di ragazzi, tutti molto tranquilli e tutti sotto la tutela del sindaco».

Nei giorni scorsi, giova ricordarlo, aveva preso una posizione netta sull’argomento Fabio Gentile, capogruppo di Forza Italia. In sintesi, questa la sua posizione: «Né minori, che non scappano da nessuna guerra ma che anzi, si allontanano dalla loro casa, alle volte con il consenso delle famiglie, né altri richiedenti asilo a Gorizia», tuonò il forzista, dicendo che già in passato il Comune, con il sindaco Romoli, si era opposto alla creazione di altri hotspot sino allo smantellamento di quello realizzato da Medici senza frontiere. «Il San Luigi, tolto all’uso di tutti i cittadini che la frequentavano, per trasformarlo in un centro d’accoglienza, è più che sufficiente. Gorizia ha già dato e continua a dare molto al sistema dell’accoglienza e la giunta Ziberna è stata eletta anche per contrastare l’uso indiscriminato della nostra città come punto di arrivo di clandestini siano essi minori o presunti maggiorenni». —



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