Romans ricorda i suoi caduti con la divisa austro-ungarica

Si rinnova l’appuntamento che, accanto alle associazioni, vede gli studenti della 3.a media dell’Istituto Celso Marco riflettere sui soldati che non fecero ritorno

ROMANS

«Abbiamo il dovere di ricordare affinché non si ripetano più simili tragedie, ma pure il diritto di essere ricordati per qualcosa di bello e di utile». È stato questo il filo conduttore delle riflessioni che gli alunni delle tre classi terze, della scuola media di Romans d’Isonzo, dell’Istituto comprensivo Celso Macor, coi loro insegnanti, hanno proposto nel cimitero di Romans, durante la cerimonia commemorativa a ricordo dei concittadini, caduti o dispersi nel corso della Grande Guerra, quando indossavano la divisa autro-ungarica.

L’iniziativa, sostenuta dalla Bcc di Staranzano e Villesse, viene riproposta, dal 2008, dall’associazione culturale e di ricerca storica I Scussons, con il patrocinio di Österreichisches Schwarzes Kreuz Kriegsgräberfürsorge, del Comune e dell’associazione culturale Mitteleuropa, con la collaborazione della Pro loco di Fogliano Redipuglia e degli Amici della Croce Nera Austriaca, la Freunde Österreichischen Schwarzen Kreuzes.

La cerimonia si è svolta davanti alla lapide, raggiunta dal corteo, che riporta i nomi dei circa cinquanta soldati locali, che non hanno fatto più ritorno, chiamati alle armi nel 1914, quando Romans era terra austriaca. Dopo il saluto e la benedizione alla lapide, da parte del parroco don Alessandro Biasin, affiancato da don Graziano Marini, gli scolari delle medie hanno espresso i loro pensieri sul significato della cerimonia, prima dell’intervento del sindaco Davide Furlan, seguito da quello di Germano Pupin, presidente dei Scussons, da Ivaldi Calligaris, segretario del sodalizio stesso e da Franco Stacul, presidente degli Amici della Croce Nera Austriaca. —



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