Romoli pronto a concedere un assessorato alla Lega Nord

GORIZIA. «L’anomalia goriziana». Qualche analista politico ha già definito così l’esito delle elezioni comunali non tanto per la vittoria di Ettore Romoli (tutto sommato prevedibile) quanto per l’eccezione dell’asse Pdl/Lega Nord che, a Gorizia, si è rivelato vincente. Non solo. Il Pdl camuffato, chiamato per l’occasione Popolo di Gorizia per Romoli sindaco, è tornato ad essere il partito più votato in città: niente male in un momento in cui il movimento berlusconiano crolla in tutta Italia assieme al Carroccio. Ecco perché siamo anomali. Ecco perché si può parlare di un caso-Gorizia.
Pdl primo partito. Giulio Severo Tavella, che da pochi mesi è il coordinatore provinciale del Pdl, si stropiccia gli occhi davanti al risultato ottenuto dal Popolo di Gorizia. Le preferenze incassate sono state 3.893 che sono valse il 26,03% del totale dei voti. Il Pd, ridimensionato e ridiventato il secondo partito della città, non ha superato il 17,11% con 2.559 voti. Non è difficile immaginare che l’intraprendente civica “Gorizia è tua” (che ha schierato diversi esponenti vicini al Pd e che avrebbero potuto tranquillamente far parte di quella lista) ha finito con il “rubare” più di qualche voto al Partito democratico.
Ma torniamo all’anomalia di centrodestra. «Siamo estremamente soddisfatti del risultato. Le proiezioni che davano il partito al 26% sono state pienamente rispettate - commenta Giulio Severo Tavella -. Certo, siamo un’isola felice: nel resto d’Italia non siamo andati molto bene. Qui, ha vinto l’unità della coalizione. Inoltre, il partito non è scomparso: ha cambiato nome ma c’è, esiste ed è stato premiato dall’elettorato». Eppure Romoli stesso ha riconosciuto che la Lega Nord è stata determinante... «Sì, ha dato il suo contributo importante, così come l’Udc, la civica, i Pensionati e le altre liste che hanno fatto della coalizione di centrodestra un monolite. Riguardo a noi, ci fa molto piacere avere 14 consiglieri e essere tornati ad essere il primo partito della città».
I rapporti con la Lega Nord. Alla fine, il contestato (da alcuni) accordo con la Lega Nord si è rivelato determinante, per non dire decisivo, nella vittoria al primo turno di Ettore Romoli. Se Stefano Ceretta avesse intrapreso la sua corsa in solitaria, il candidato del centrodestra non avrebbe incassato il 51,5%, visto che il Carroccio ha messo in cassaforte il 4,80 per cento. Romoli l’ha riconosciuto subito.
«È una banalità dire che uniti si vince e divisi si perde. Questo - ribadisce oggi il sindaco rieletto - è un assioma che a Gorizia si è verificato. Dobbiamo anche considerare che all’unità del centrodestra si è contrapposto un centrosinistra unito rispetto al 2007: unito in tutte le sue componenti, anche etniche. Eppure, quella coalizione è stata sonoramente sconfitta: sì, sonoramente, perché il distacco è stato notevolissimo».
Il sindaco evidenzia una volta di più che «tutto parte dal fatto che abbiamo amministrato bene questa città e sono riuscito a tenere unita la maggioranza: infatti, l’ultimo atto del consiglio (l’approvazione del bilancio consuntivo, ndr) ha ottenuto 25 voti favorevoli, pari alla maggioranza uscita dalle urne nel 2007. In cinque anni non ci sono mai stati nè screzi nè divisioni e i goriziani questo lo hanno apprezzato».
Ma Romoli dovrà pagare il conto alla Lega Nord, come sostiene Giuseppe Cingolani? «Ma quale conto? Probabilmente, il Carroccio avrà un assessore: ce l’aveva prima e non vedo perchè non debba averlo adesso», taglia corto il sindaco Romoli che è talmente convinto della bontà della formula inaugurata a Gorizia che la definisce «l’unico modello possibile anche per le elezioni regionali del 2013. La via è quella della costruzione di una vasta coalizione di forze confederate che non necessariamente saranno le sigle di oggi: coalizione che deve riuscire a coagulare tutti i moderati in un unico schieramento».
Il bilancio del Carroccio. E la Lega Nord, che dice? Stefano Ceretta è felice e non lo nasconde. «Abbiamo raddoppiato il nostro peso rispetto a cinque anni fa - rileva l’esponente leghista -. Nonostante la buriana che si è scatenata a livello nazionale sul nostro partito, qui siamo andati bene: evidentemente, gli elettori hanno riconosciuto la bontà del nostro lavoro nell’ultimo mandato. Se ci aspettiamo un assessorato da Romoli? Verremo convocati dal sindaco per ragionare e parlarne assieme». Quanto alla nomina in Consiglio, Ceretta si dice contento per il successo suo e di Zotti. «Mi dispiace per certi suoi atteggiamenti ma riconosco a Franco una grande caparbietà», conclude Ceretta.
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