Ronchi a caccia degli evasori di Tosap, Imu e delle mense

Il Comune prova a recuperare una tranche di tasse non pagate per 20 mila euro  Oltre alle riscossioni coatte nel mirino le false dichiarazioni per incentivi a scuola



Oltre 20 mila e 500 euro. Sono i fondi messi a ruolo dall’ufficio tributi del Comune di Ronchi dei Legionari, ancora una volta a caccia degli evasori. Soldi che, prima di arrivare alle prossime mosse previste dalla legge, riguardano il mancato pagamento di Tosap, ovvero la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, per 6 mila 700 euro e di Imu, l’imposta municipale propria, per oltre 13 mila e 800 euro. Somme non da poco, alle quali si sommano, sempre nella cittadina, quelle che riguardano il mancato pagamento delle contravvenzioni al codice della strada o dei servizi come le mense scolastiche e lo scuolabus.

Per quel che riguarda la Tosap l’iscrizione al ruolo riguarda utenti, come nel caso proprietari o gestori di esercizi pubblici, residenti nella cittadina ed a Roma, mentre l’Imu comprende anche utenti residenti a Trieste, Udine, Varese, Verona e Roma. All’’ufficio tributi del Comune di Ronchi dei Legionari sono depositati all’ispezione pubblica sino al 28 agosto, in orario d’ufficio, i ruoli dotati del visto di esecutorietà. E lo stesso ufficio ricorda ai contribuenti l’obbligo di pagamento alla scadenza, oltre la quale l’Agenzia delle entrate darà corso alle procedure previste per la riscossione coattiva. Dopo quelli che non hanno pagato l’Ici o le sanzioni comminate dagli agenti della Polizia locale e siamo ben oltre ai 100mila euro, la municipalità ronchese ha colpito, nei mesi scorsi, anche coloro i quali non hanno corrisposto le rette per le mense scolastiche o per il trasporto con gli scuolabus.

Nel mirino anche i furbetti delle false dichiarazioni. La stretta ed intensa collaborazione tra la municipalità ronchese e la Guardia di Finanza, sotto traccia, senza tanti proclami ma ugualmente precisa ed efficace, aveva permesso alle Fiamme Gialle di individuare alcuni ronchesi che, per ottenere contributi o benefici economici, avevano autodichiarato false attestazioni riguardanti le loro pessime condizioni economiche e finanziarie. «Uno degli obiettivi – sono le parole dell’assessore alle finanze, Paola Conte – è senz’altro di continuare alacremente il lavoro di accertamento e ciò per una questione di equità nei confronti di tutti i cittadini che correttamente pagano il dovuto. Le rette e le tariffe relative ai servizi socio assistenziali sono rimaste invariate. È stato effettuato solamente un piccolo ritocco per l’adeguamento all’indice Istat ai proventi derivanti dall’utilizzo delle strutture sportive essendo gli stessi inalterati da molti anni». In questi anni, come detto, si sono recuperati tanti soldi con quest’azione incisiva e capillare. La previsione, il larga parte rispettata, era stata, nel recente passato, anche di 350 mila euro l’anno. Sul fronte delle mense scolastiche, poi, dall’inizio dell’anno la riscossione delle tariffe viene attuata attraverso un sistema di tipo informatico, prepagato, messo in atto da parte della ditta concessionaria. Chi non ricarica e, quindi, non paga, rischia di non far mangiare i propri figli. L’obiettivo è quello di colpire i furbetti delle mense. Ovvero quelle famiglie non che non possono, come succede in tempi di crisi, ma che, evidentemente, non vogliono pagare il dovuto. —



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