Rotta balcanica, il prefetto di Trieste: “Sempre più arrivi, il sistema di accoglienza è saturo”

Per quanto riguarda le riammissioni informali di migranti in Slovenia "sono pochissime in questo momento"

Giulio Garau

TRIESTE A gennaio dello scorso anno tra rintracci e presentazioni spontanee agli uffici di polizia i numeri dei migranti della rotta balcanica non superavano quota 150-170, in quello del 2023 è stata superata quota mille e a febbraio la crescita si conferma: 524 persone rintracciate in data del 24.

«Immaginavamo che il 2022 fosse l'annus horribilis per il numero di arrivi di migranti in Friuli Venezia Giulia attraverso la rotta balcanica, ma questo inizio 2023 si presenta con numeri molto alti: i dati su gennaio e febbraio ci fanno capire che il flusso si intensifica». Preoccupato il commento del commissario di governo in Fvg e prefetto di Trieste, Pietro Signoriello, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario al Tar.

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Una situazione grave perchè ci si trova di fronte a numeri importanti «in una situazione in cui il sistema di accoglienza triestino è saturo - ha aggiunto il prefetto -. Con l'aiuto del ministero dell'interno stiamo cercando di operare ricollocamenti in ambito nazionale, ma c'è una pressione forte anche legata alla drammaticità della prosecuzione degli sbarchi, quindi non sempre è possibile».

Non si tratta di un fenomeno inatteso, la crescita è iniziata già lo scorso anno e secondo gli osservatori c’è un motivo per cui la rotta balcanica è tornata ad essere così trafficata e uno di questi, oltre all’intensificarsi delle crisi nei diversi paesi è l’effetto della liberalizzazione di visti in Serbia.

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Un aumento che non ha nulla a che vedere con la guerra in Ucraina e non sono conteggiati nella rotta balcanica i 13 milioni di attraversamenti di persone in fuga dal 24 febbraio dello scorso anno da quel Paese.

La crisi riguarda i migranti della rotta balcanica. Secondo i dati dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex, nel ’22 (da gennaio a settembre scorso) ci sono stati più di 106 mila attraversamenti illegali dai Balcani all’Ue. Una cifra del 170% più alta rispetto a quella dello stesso periodo del 2021 e sette volte più alta del 2019.

A favorire questo fenomeno, sostiene Frontex, sarebbe stata la Serbia diventata meta preferita di siriani, afgani, turchi, indiani, burundesi, cubani e tunisini che, dopo l’arrivo sul suolo serbo, grazie ad accordi bilaterali di liberalizzazione dei visti, provano a entrare negli stati Ue confinanti: Croazia e Ungheria.

E la pressione sul Fvg e su Trieste non diminuisce. «Continuiamo a registrare un numero di soggetti che poi si fermano sul territorio più basso - ha spiegato Signoriello - ma siamo su numeri importanti. In accoglienza in questo momento abbiamo circa 1.400 persone solo a Trieste. Dobbiamo essere anche consapevoli di non riuscire a fornire risposta a tutti coloro che vorrebbero trattenersi sul territorio avanzando richiesta di protezione internazionale: continuiamo a esperire ricerche ma in questo momento non ci danno esiti ulteriori».

Nel 2022, secondo il prefetto, sono state «circa 13 mila» le persone rintracciate o che si sono presentate spontaneamente agli uffici di polizia, una cifra «sottostimata» rispetto agli arrivi effettivi. E per quanto riguarda le riammissioni informali di migranti in Slovenia, «sono pochissime in questo momento». —

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