Sabbioncello ricorsi incrociati sugli appalti

L’una contro l’altra la società greca Avax e l’austriaca Strabag per l’assegnazione dei cantieri delle vie d’accesso

Spalato. Sta diventando una saga infinita la questione dell’appalto dei lavori delle vie d’accesso al futuro ponte di Sabbioncello: si tratta di due arterie della lunghezza di una trentina di chilometri, suddivise in due segmenti. A intoppare la procedura sono ricorsi, controricorsi e decisioni rivedute che impediscono l’apertura del cantiere.

L’ultimo aggiornamento è quello che ha visto la Commissione statale per il controllo dell’acquisto pubblico comunicare di essersi vista notificare nei giorni scorsi il ricorso avanzato dall’azienda greca Avax contro la decisione dell’Ente nazionale Strade di affidare la costruzione di uno dei tratti, quello fra Duboka e Sparagovici, alla concorrente austriaca Strabag. Due giorni prima alla stessa Commissione era stato notificato il ricorso inverso, ovvero quello avanzato dalla Strabag contro la scelta dell’Avax per la costruzione della tangenziale di Ston.

L’avvio del cantiere dunque si complica e si fa sempre più concreta l’ipotesi che il ponte risulti finito prima delle strade d’accesso. Continuano infatti a lavorare a ritmo sostenutissimo, nel rispetto del tabellino di marcia, gli operai della cinese China Road and Bridge Corporation, alla quale è stato affidato l’appalto per la costruzione del ponte stesso, struttura che una volta ultimata - nel 2022 - sarà lunga oltre due chilometri. Il valore del progetto, incluse le strade d’accesso e altre infrastrutture minori, è di circa 420 milioni di euro finanziati per l’85 per cento dall’Unione europea. L’opera permetterà alla Croazia di aggirare Neum, lo sbocco al mare della Bosnia ed Erzegovina, un istmo che spezza la continuità territoriale della Croazia.

Nonostante si lavori nel pieno dell’alta stagione, i lavori non stanno creando alcun problema come si temeva. E il gigantesco cantiere in sé è diventato una sorta di attrazione: ogni giorno diversi turisti si fermano a scattare una foto all’imponente ponte che sta emergendo dalle acque adriatiche. —

P.R.

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