Salta il protocollo sulle materne 76 bimbi restano in lista d’attesa

Definito a marzo al tavolo con il prefetto Massimo Marchesiello, la Regione e l'Ufficio scolastico regionale, il Protocollo per l'accoglienza nelle materne del mandamento dei bambini rimasti esclusi a Monfalcone è saltato. Ad affermarlo nell'incontro convocato dalla minoranza consigliare venerdì pomeriggio nella sala maggiore dell'ex pretura sia il segretario regionale della Cgil Scuola Adriano Zonta sia i rappresentanti dell'Associazione Monfalcone interetnica.
La scorsa settimana un nuovo incontro avrebbe riunito solo l'assessore regionale all'Istruzione Alessia Rosolen, il sindaco di Monfalcone Anna Cisint e i dirigenti scolastici, ma non i sindaci del Basso Isontino. Nemmeno quelli come il primo cittadino di San Canzian d'Isonzo Claudio Fratta che pure a inizio aprile aveva dichiarato la disponibilità all'accoglienza di 16 bambini (tra le due scuole dell'infanzia di Pieris e San Canzian e quella di Turriaco).
«L'incontro diretto che abbiamo avuto questa settimana con il sindaco Cisint, dopo il confronto con il prefetto Marchesiello - ha detto Zonta -, non ha prodotto nulla, se non un cambiamento forse di motivazione nell'esigenza di ricorrere all'ospitalità dei Comuni del territorio. Ora non si parla di tetto agli stranieri, ma di mancanza di spazi in cui collocare i bambini in lista d'attesa. A Monfalcone vanno però ricavate le due sezioni necessarie». Comunque, come ha rilevato il consigliere dem Fabio Del Bello, che dei 76 bambini in lista d'attesa (51 nell’Istituto Randaccio, gli altri nell’Istituto Giacich) 11 sono figli di italiani, gli altri sono figli di immigrati (non necessariamente non italofoni). Per tutti si profila un difficile inserimento nella scuola dell'infanzia, se è vero, come afferma la minoranza consigliare, che «i dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi, unici titolati a definire l'offerta scolastica e le modalità, hanno rifiutato in blocco la proposta di protocollo», mentre la nuova Collodi e la scuola ricavata con il contributo di Fincantieri nell'ex materna di via Valentinis saranno pronte solo con l'anno scolastico 2020-2021. Anche se, come affermato dalla consigliere de La Nostra città Annamaria Furfaro, le strutture comunali in cui ricavare lo spazio per almeno due sezioni ci sono.
Nel corso dell'incontro, cui hanno preso parte oltre ad Ami anche ex insegnanti, dell'infanzia e della primaria, e le giovani «attiviste del parco», di via Cellottini, si è fatto ad esempio il nome dell'ex dispensario di via Vecellio, assegnato dal Comune al Centro di aiuto alla vita.
«E' ora che l'amministrazione trovi in tempi brevissimi gli spazi adeguati - rivendica quindi la minoranza - per ospitare almeno due nuove sezioni per inserire i nuovi 76 bambini che oggi sono in lista d’attesa. Non ci stancheremo di lottare affinché tutti i piccoli cittadini di Monfalcone abbiano accesso alla scuola pubblica nel Comune dove risiedono e a cui pagano le tasse». Nella bozza del Protocollo al Comune di Monfalcone, ha sottolineato Del Bello, viene del resto posto come impegno quello di contribuire al potenziamento dell’offerta formativa nelle sue scuole dell’infanzia. —
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