A Trieste Salvatore Porro lascia Fratelli d’Italia: «Sto con il Papa e Vannacci»
Il consigliere comunale nel Gruppo Misto di Trieste. Con il generale anche l’ex leghista Banco. Laconico il meloniano Giacomelli: «Va bene così. Buona fortuna Salvatore»

Il passaggio era nell’aria. Dopo tutto si firma cattolico-mariano e non poteva che accasarsi alla corte del generale Roberto Vannacci. Salvatore Porro ha deciso: «Lascio Fratelli d’Italia». E giù con Dio, Patria, Famiglia aderendo a Futuro Nazionale anche se, in Consiglio comunale, dovrà creare il Gruppo Misto (a meno che non peschi ancora qualcuno).
«Eh sì, era nell’aria da un anno e mezzo. La mia politica è sociale e non negoziabile, avevo chiesto a Giorgia Meloni di mandare coperte e stufe all’Ucraina ma non mi ha ascoltato...», racconta Porro giustificando così la sua uscita dal partito della presidente del Consiglio. Una decisione sofferta, sostiene, proprio per il conflitto Russia-Ucraina. «Io sto con il Papa! Dico medicinali, medicinali, medicinali – spiega ricordando i pellegrinaggi a Medjugorje – perché da militare sono contro la guerra e questo venerdì in Comune (ci sarà una conferenza stampa con i vannacciani, fra cui Valentina Banco già assessore leghista di Duino Aurisina, ndr) lo ribadirò anche pubblicamente».
Intanto lui, il generale, saluta soddisfatto l’arrivo di Porro: «Anche Trieste è futurista» scrive Vannacci. E dire che un tempo “futuristi”, senza scomodare Marinetti, venivano chiamati i finiani di Futuro e libertà, movimento laico e non confessionale guidato da Gianfranco Fini. Quelli della diaspora di una destra postmissina che rischia di ripetersi ma stavolta innescata dalla Lega (e da Matteo Salvini) che, per rimpinguare i voti a scapito di Fratelli d’Italia, candidò Vannacci alle elezioni Europee. E adesso se lo ritrova fuori dal partito ma, proprio grazie a quell’uscita, allo stesso tempo blinda la Lega attorno a sé come hanno fare di necessità virtù Fedriga e Zaia.
Accanto ai leghisti, però, alla corte di Vannacci alcuni arrivano proprio dal variegato mondo della destra. L’ex poliziotto Porro, eletto consigliere comunale nel 1997 con Alleanza nazionale, ritroverà Angelo Lippi, con il quale aveva condiviso le posizioni ultracattoliche nel 2013, non riuscendo a raccogliere le firme per presentare la lista Io amo l’Italia di Magdi Cristiano Allam alle politiche del 2013.
Dopo l’adesione a Un’Altra Trieste, dove però non venne eletto in Consiglio comunale; la volta dopo Porro si candidò nel 2016 con Fratelli d’Italia per la prima volta, facendo poi il bis. Ora è arrivato il turno di Futuro Nazionale, soggetto politico che a Trieste, per il momento, oltre al fondatore Angelo Lippi e al di là dei partiti di provenienza pesca tre ex poliziotti come Michele Claudio, Banco e Porro.
Laconico Claudio Giacomelli di Fratelli d’Italia: «Va bene così. Buona fortuna Salvatore». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








