“Salviamo la soffitta» di Michelstaedter Petizione a Mattarella

Qualcuno l’ha già definita una battaglia «per la cultura». Che si è esplicitata attraverso una petizione indirizzata addirittura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Matteo Renzi e alla governatrice del Fvg, Debora Serracchiani. L’obiettivo? Chiedere che palazzo Paternolli di piazza Vittoria (noto da decenni come “casa Bombi”) non venga trasformato in area commerciale, ma custodisca in qualche maniera la memoria di Carlo Michelstaedter. La soffitta dello splendido edificio era, infatti, il rifugio del filosofo nichilista, morto suicida a ventitré anni.
Un breve passo indietro. La campagna per “salvare” la soffitta di Michelstaedter, e quindi tutto palazzo Paternolli, era partita da Facebook, nei mesi scorsi, grazie a Chiara Pradella, giovane studentessa di filosofia che sul social network pubblicò un cliccatissimo video, in cui spiegava motivi e dettagli della sua crociata. «Ci stiamo mettendo in gioco e stiamo chiedendo in modo palese ai goriziani, ai proprietari, a tutti coloro che hanno a cuore le nostre radici, che cosa pensano sia giusto fare di questo patrimonio. Chiediamo che cosa sarebbe più opportuno realizzare, al fine di unire la possibilità di un recupero storico dello stabile, finalizzato alla realizzazione anche di un luogo per la città, a una sua messa a reddito», ha spiegato di recente Pradella.
Per ricordare Michelstaedter e riscoprire le opere principali, la studiosa è stata protagonista in Sala Dora Bassi (ex Municipio 2 di via Garibaldi) dell’incontro dal titolo “Palazzo Paternolli, quale futuro?”, durante il quale è stato approfondito il legame tra Carlo Michelstaedter, la sua filosofia e la nostra città, e sono state esposte le problematiche che avvolgono lo splendido palazzo di piazza Vittoria. Sempre Chiara Pradella, che nel frattempo è alla ricerca di fondi e donazioni per poter proseguire la sua battaglia, ha terminato nei giorni scorsi di allestire la vetrina della ex ferramenta Krainer, in via Rastello, con testi di e sul filosofo goriziano, assieme ad alcuni pannelli su palazzo Paternolli. La piccola ma toccante esposizione resterà visibile fino al weekend di èStoria.
«Palazzo Paternolli: simbolo storico e culturale dell’Isontino. In questo palazzo, oltre l’ultimo piano, sorge la soffitta in cui il filosofo Carlo Michelstaedter ha dato vita alla sua celebre tesi di laurea (“La persuasione e la rettorica”); oltre a tutte quelle conoscenze intellettuali sbocciate grazie alle conversazioni con gli amici Nino Paternolli ed Enrico Mreule (protagonisti del Dialogo della salute) - scrive sul web, Chiara Pradella -. Eppure, nonostante la grande importanza che riveste lo stabile in questione (tra l’altro, epicentro goriziano di inizio ’900, sede dell’indimenticata tipografia Paternolli), accade che oggi, un tale immobile sia diventato oggetto di più d’una trattativa commerciale, rischiando di ricalcare la stessa fine della casa natale del giovane filosofo: venduta alla stregua di qualsiasi altra abitazione». Da qui, la decisione di dare vita a una battaglia: una «battaglia culturale».
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