Sant’Anna quartiere tra disagi e buoni servizi

È una Sant’Anna analizzata nel dettaglio, quella che emerge dai risultati di uno studio appena concluso con numeri, caratteristiche, storie, impressioni e opinioni sul quartiere. Ne emerge un...
Bumbaca Gorizia 30.03.2017 Interviste Sant'Anna scorci vari © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 30.03.2017 Interviste Sant'Anna scorci vari © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

È una Sant’Anna analizzata nel dettaglio, quella che emerge dai risultati di uno studio appena concluso con numeri, caratteristiche, storie, impressioni e opinioni sul quartiere. Ne emerge un chiaroscuro dove si rilevano segnali di disagio sociale ma anche una buona qualità dei servizi, che vanno dalle case popolari alle attività commerciali passando per le associazioni culturali, il verde, la tranquillità del rione. Tutte caratteristiche che sono state esposte nei giorni scorsi alla Scuola Ascoli dove si è tenuta una partecipata assemblea pubblica per presentare la ricerca azione dedicata al quartiere insieme a un libretto e un video sullo stesso tema con interviste, mappe, descrizioni e storie. Il lavoro è stato portato avanti nell’ultimo anno dalla Cooperativa La Collina in collaborazione con il Centro di Salute Mentale “Alto Isontino”. Dietro c’è un partenariato con Ater, Servizio Sociale Comunale e vari servizi territoriali dell’Aas che continuerà nei prossimi mesi per sviluppare e concretizzare le idee raccolte.

L’obiettivo era conoscere i bisogni e le potenzialità del territorio favorendo il collegamento fra i diversi soggetti per avviare un intervento di salute e sviluppo di comunità nel quartiere. Nel dettaglio sono state svolte 30 interviste in profondità, 11 interviste di gruppo, 13 video-interviste, una passeggiata pubblica, una presentazione a un laboratorio di sociologia dell’Università di Milano Bicocca, 8 tavoli di co-progettazione e un’analisi dei dati elaborata da Aas, Comune e Ater. Nell’inquadratura storica della ricerca si parla dell’ultimo rione nato a Gorizia per far fronte alle necessità abitative di un afflusso massiccio di militari arrivati nel periodo della Guerra Fredda. Negli anni Sessanta e Settanta segue l’espansione urbanistica e lo sviluppo del quartiere. Poi arrivano i migranti dai Balcani, a partire dagli anni della guerra dell’ex Jugoslavia. Il risultato è uno spazio senza troppe radici, dove c’è un’alta percentuale di anziani (911 over64, il 30,79% della popolazione), maggiore di quella relativa al comune di Gorizia. Da qui le tipiche problematiche di questa fascia di età, come la solitudine, il rischio di isolamento, la perdita di autonomia. Rispetto alla media cittadina, Sant’Anna ha invece una percentuale minore di persone fra i 18 e i 34 anni (13,71 contro il 15,16% di Gorizia) come anche di adulti fra i 51 e i 64 anni (18,33% contro il 20, 40% di Gorizia). Ciò non significa che le problematiche degli adulti non siano rilevanti. Si parla di salute mentale, povertà e dipendenze, spesso legate alla perdita del lavoro, che è stata frequente gli ultimi anni soprattutto per gli stranieri arrivati negli anni Novanta-Duemila dai paesi balcanici. La percentuale di popolazione con cittadinanza straniera residente (9,82%) è lievemente maggiore di quella dell’intero comune (9, 21%). Infine, fino ai 17 anni, le percentuali sono in linea con quelle comunali.

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