«Scelte fuori legge, ora progetti condivisi»

Il segretario regionale Zonta della Cgil scuola attacca la giunta Cisint: «Serve un’integrazione vera»

Sul “patto” per il sistema scolastico monfalconese si fa sentire la Flc Cgil regionale con il suo segretario Adriano Zonta, decisamente critico nei confronti delle azioni intraprese in città per gestire il tema dell’alta concentrazione di studenti con origini straniere. «Non è certo con scelte di questo genere, peraltro contrarie alla legge – afferma il segretario regionale della Pubblica istruzione e università della Cgil –, che si gestisce il tema dell’integrazione degli stranieri nella scuola italiana, ma attraverso risorse adeguate, mediazione culturale, tempo potenziato e progetti per rendere appetibile l’offerta formativa nei confronti delle famiglie italiane. Questo si deve chiedere alla Regione e di cui si deve parlare anche con i rappresentanti dei lavoratori. Con le organizzazioni di categoria invece non si è discusso, e nemmeno con le rappresentanze dei genitori, e il testo dell’accordo non l’abbiamo visto».

L’intesa che punta a porre una soglia alla presenza degli studenti stranieri nelle classi (per il prossimo anno scolastico al 45%, quello successivo al 40%) per la Flc Cgil regionale non ha inoltre alcuna validità rispetto alla scuola dell’obbligo. «Esistono già sentenze in materia e la scelta dei genitori per la scuola dell’obbligo non può essere disattesa», sottolinea Zonta, che invita il sindaco Anna Cisint e i due dirigenti scolastici a rendere pubblico il “patto”, che comprende anche la possibile istituzione di classi “ponte” per rafforzare la conoscenza della lingua italiana in vista del successivo inserimento nella classe di diritto.

«Se il problema è la conoscenza dell’italiano, ci sono già gli strumenti a disposizione – ricorda Zonta –, dal tempo potenziato ai mediatori linguistici, ma è vero che si dovrebbe investire di più sulle famiglie, perché pure i genitori apprendano l’italiano, condividano i percorsi e imparino le regole della nostra comunità». Che la situazione di Monfalcone sia particolare il segretario regionale della Flc Cgil, che conosce bene la realtà del Pordenonese, simile a quella della città dei cantieri, lo sa bene e non nasconde che la Regione avrebbe dovuto fare e dovrà fare di più, anche risolvendo la questione delle dirigenze scolastiche, ormai precarie da anni, e attraverso progetti speciali. Zonta invita infine a fare mente locale sull’esito della chiusura alla primaria Duca d’Aosta del tempo normale, una scelta pure questa non condivisa con i rappresentanti dei lavoratori ed effettuata con l’anno scolastico appena conclusosi sempre con l’obiettivo di creare classi più equilibrate. «Da quanto sappiamo ci sono bambini che non frequentano la scuola al pomeriggio, utilizzandola come un tempo normale – sottolinea –, ma esponendosi al rischio della bocciatura, non effettuando tutte le 40 ore settimanali previste». (la. bl.)

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