Scoglio Olivi, il premier: «Fallimento non è messa in liquidazione»
POLA. Mentre rimane forte l’impatto emotivo sui polesani per l'avvio del fallimento nel cantiere navale Scoglio Olivi, ieri si è verificato un fatto increscioso sul versante penale della vicenda. Gli inquirenti della Procura non hanno permesso agli avvocati difensori dei 14 manager ed ex manager indagati per malversazioni e frode, di assistere all’interrogatorio dei testimoni nella vicenda. La stampa locale parla di fatto scandaloso che va a ledere i diritti umani e l’acquis comunitario della Croazia, dal 2013 membro a pieni titoli dell’Unione europea. Sicuramente partiranno ricorsi all’indirizzo delle massime istanze giuridiche del Paese e probabilmente di Bruxelles, per questo fatto di cui non si ricordano precedenti in tempi recenti.
Ricordiamo che i 14 inquisiti sono accusati di aver causato danni per 160 milioni di euro al bilancio dello stato e alle casse del Gruppo Uljanik, di cui Scoglio Olivi fa parte assieme al Tre Maggio di Fiume. All’indomani dell’avvio del fallimento l’opposizione politica a Pola, vale a dire Socialdemocratici e Hdz non hanno gradito la giornata di lutto proclamata dal sindaco dietino Boris Miletić per la “morte” del cantiere accusandolo di inopportuna mossa populistica. Le tinte per cosi dire funebri hanno non sono mancate neanche nella giornata di ieri. Alcuni quotidiani hanno pubblicato in prima pagina il necrologio di Scoglio Olivi. Poi sul suo cancello principale qualcuno ha acceso ceri e collocato installazioni “artistiche” raffiguranti la sua morte.
Intanto da Veliko Trgovišče, località natale del primo presidente croato Franjo Tudjman di cui ricorre l’anniversario della nascita, il premier Andrej Plenković manda a dire che i 1.118 cantierini prossimi al licenziamento riceveranno la paga, nel rispetto di quanto deciso dal Tribunale amministrativo di Pisino. «Il fallimento non vuol dire liquidazione - ha aggiunto - per cui non è ancora giunta la fine di Scoglio Olivi». Evidentemente è fiducioso che qualcosa di positivo succeda dopo la seconda ricognizione a Pola e a Fiume dei potenziali investitori cinesi. —
P.R.
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