Scontri a Trieste: dimesso il funzionario di Polizia ferito da una bomba carta

Nel corso delle violenze di piazza Libertà sono rimasti feriti altri due poliziotti. I manifestanti sono giunti anche dalle regioni vicine

Lo schieramento di forze davanti alla Questura (Silvano)
Lo schieramento di forze davanti alla Questura (Silvano)

È stato dimesso sabato mattina dall'ospedale di Cattinara il funzionario di Polizia Leonardo Boido, colpito venerdì sera alla testa nel corso degli incidenti nella zona di piazza Libertà, dove una manifestazione per i due ragazzi morti in Porto Vecchio è degenerata nella violenza.

A colpire Boido all’altezza della tempia, a pochi centimetri dall’occhio è stata una bomba carta che, fortunatamente è esplosa soltanto un momento dopo, quando è caduta a terra.

Oltre a Boido sono altri due i poliziotti rimasti feriti: il primo dirigente Massimiliano Ortolan centrato su una gamba da una pietra grosse dimensioni, e un agente del Reparto mobile ha invece una tumefazione alla tibia sinistra.

Incidenti alla protesta per le vittime in Porto Vecchio: feriti tre poliziotti, fermata una ragazza
(fotoservizio Massimo Silvano)

Intanto, la Polizia è impegnata ad accertare eventuali altre responsabilità oltre alla donna che è stata fermata ieri sera e denunciata. A suo carico è stato imputato il reato di resistenza; portata in Questura, è stata successivamente rilasciata.

Secondo quanto si apprende, molti manifestanti sarebbero giunti da regioni vicine, come Veneto e Lombardia. La stessa donna denunciata è di Brescia. 

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Serata ad alta tensione quella di venerdì sera a Trieste, dove la manifestazione per le vittime di Porto Vecchio iniziata pacificamente in piazza Libertà ha mostrato il suo volto violento. Un centinaio di manifestanti ha tentato di occupare gli spazi chiesti per i migranti in via Flavio Gioia. Da lì urla, minacce e scontri con i Reparti mobili della polizia e i Battaglioni dei carabinieri schierati in tenuta antisommossa, con caschi, scudi, manganelli e mezzi blindati, a protezione dell’ex mercato e anche della stazione. Tre poliziotti sono rimasti feriti. Poi è scattato il corteo non autorizzato verso la Questura. Nelle foto di Massimo Silvano, i momenti di tensione e il corteo, in quelle di Andrea Lasorte, i momenti iniziali della manifestazione in piazza Libertà
Serata ad alta tensione quella di venerdì sera a Trieste, dove la manifestazione per le vittime di Porto Vecchio iniziata pacificamente in piazza Libertà ha mostrato il suo volto violento. Un centinaio di manifestanti ha tentato di occupare gli spazi chiesti per i migranti in via Flavio Gioia. Da lì urla, minacce e scontri con i Reparti mobili della polizia e i Battaglioni dei carabinieri schierati in tenuta antisommossa, con caschi, scudi, manganelli e mezzi blindati, a protezione dell’ex mercato e anche della stazione. Tre poliziotti sono rimasti feriti. Poi è scattato il corteo non autorizzato verso la Questura. Nelle foto di Massimo Silvano, i momenti di tensione e il corteo, in quelle di Andrea Lasorte, i momenti iniziali della manifestazione in piazza Libertà
Serata ad alta tensione quella di venerdì sera a Trieste, dove la manifestazione per le vittime di Porto Vecchio iniziata pacificamente in piazza Libertà ha mostrato il suo volto violento. Un centinaio di manifestanti ha tentato di occupare gli spazi chiesti per i migranti in via Flavio Gioia. Da lì urla, minacce e scontri con i Reparti mobili della polizia e i Battaglioni dei carabinieri schierati in tenuta antisommossa, con caschi, scudi, manganelli e mezzi blindati, a protezione dell’ex mercato e anche della stazione. Tre poliziotti sono rimasti feriti. Poi è scattato il corteo non autorizzato verso la Questura. Nelle foto di Massimo Silvano, i momenti di tensione e il corteo, in quelle di Andrea Lasorte, i momenti iniziali della manifestazione in piazza Libertà
Serata ad alta tensione quella di venerdì sera a Trieste, dove la manifestazione per le vittime di Porto Vecchio iniziata pacificamente in piazza Libertà ha mostrato il suo volto violento. Un centinaio di manifestanti ha tentato di occupare gli spazi chiesti per i migranti in via Flavio Gioia. Da lì urla, minacce e scontri con i Reparti mobili della polizia e i Battaglioni dei carabinieri schierati in tenuta antisommossa, con caschi, scudi, manganelli e mezzi blindati, a protezione dell’ex mercato e anche della stazione. Tre poliziotti sono rimasti feriti. Poi è scattato il corteo non autorizzato verso la Questura. Nelle foto di Massimo Silvano, i momenti di tensione e il corteo, in quelle di Andrea Lasorte, i momenti iniziali della manifestazione in piazza Libertà

Gli agenti l’hanno portata in Questura, dichiarata in stato di fermo e quindi denunciata a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Circostanza, questa, che ha innescato la seconda fase della protesta: i manifestanti si sono infatti spostati da piazza Libertà verso il palazzo della Questura percorrendo via Ghega e via Cellini, via Trento, piazza Ponterosso, via Cassa di Risparmio, piazza della Borsa e via del Teatro Romano. E lì si sono fermati, con un presidio durato ore, urlando la «liberazione» della ragazza. «Letizia libera, Letizia libera», scandivano. Il cordone di poliziotti e carabinieri ha protetto l’area con i mezzi blindati.

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La polizia schierata davanti ai manifestanti (Silvano)

Lo scontro fra forze dell’ordine e manifestanti è avvenuto proprio durante il tentativo di occupazione dell’ex mercato di via Flavio Gioia. I manifestanti sono stati respinti dalla polizia schierata in tenuta antisommossa. Come detto gli slogan del volantino diffuso in rete non presagivano nulla di buono: «Le istituzioni uccidono: vostre le politiche, vostra la responsabilità. Pretendiamo cura, pretendiamo dignità, pretendiamo spazi».

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