Sequestrate 58 vetture di contrabbando Così non pagavano dazi, Iva, tasse e multe

Erano immatricolate all’estero e usate in Italia. Proprietari cittadini dell’Est Europa. Evasi al fisco oltre 120 mila euro



Rombanti Porsche 718 o 911 Carrera Gts cabrio. Prestigiose ed eleganti Mercedes Cls. Inconfondibili Volkswagen Touareg. E poi Audi, Bmw, Jaguar, tutte di alta gamma.

Cinquantotto auto di “contrabbando” (ma anche autocarri e furgoni) sono state scoperte e sequestrate negli ultimi mesi dalla Guardia di finanza in provincia di Gorizia nel prosieguo dell’operazione “Ghost car” che ha consentito, dal 2014 ad oggi, di intercettare 154 veicoli per un valore complessivo di oltre 1,3 milioni, con l’accertamento di diritti doganali evasi e sanzioni amministrative pari a 600 mila euro circa. Senza contare il mancato pagamento del bollo-auto e altri “vantaggi” illegittimi come la copertura assicurativa. Ma il meccanismo non è sfuggito all’occhio attento degli uomini della Gdf.

Per 37 di questi mezzi, immatricolati in Paesi extra Unione europea, non è mai stata richiesta l’autorizzazione alla temporanea importazione per fini privati, in violazione al Tuld (il Testo unico delle leggi doganali), il quale prevede che i cittadini extracomunitari residenti negli Stati dell’Ue e proprietari di veicoli immatricolati in Paesi non comunitari, debbano chiedere l’autorizzazione all’utilizzo del veicolo, prima di farne uso per fini privati nel territorio dell’Unione Europea. Si tratta di persone originarie principalmente dei Paesi dell’Est Europa (ma vi sono anche cittadini cinesi e svizzeri) residenti, da anni, in 28 diverse province del Nord e Centro Italia. «Spesso - spiega il comandante provinciale della Gdf, Giuseppe Antonio D’Angelo - si tratta di imprenditori o libero professionisti proprietari o utilizzatori di autovetture, anche di lusso e di grossa cilindrata, come ad esempio Porsche, Range Rover, Audi, Bmw, Mercedes, Volvo, Volkswagen».

Ai trasgressori è stato contestato il contrabbando nell’importazione temporanea dei veicoli, come previsto dalla normativa doganale che punisce con sanzioni amministrative da due a dieci volte i diritti di confine evasi coloro che sottraggono i veicoli extra Ue al pagamento dei diritti doganali, prevedendo inoltre la confisca delle autovetture importate illegalmente. In totale è stata accertata l’evasione dei diritti doganali, tra Iva e dazi, per circa 120.000 euro. Inoltre, come anticipato, i “furbetti” hanno evitato per anni il pagamento del bollo auto e spesso anche i pedaggi autostradali, beneficiando di prezzi vantaggiosi per le coperture assicurative e rendendosi «irreperibili» in caso di violazioni al Codice della strada non contestate immediatamente.

Gli altri 21 veicoli sono risultati immatricolati prevalentemente in Paesi comunitari ed erano condotti da soggetti residenti nel territorio dello Stato da più di 60 giorni, in violazione dell’articolo 93 comma 1 bis del nuovo Codice della strada, introdotto dal recente “Decreto Sicurezza”. In questo caso sono state elevate sanzioni definite immediatamente con il pagamento di complessivi 10.500 euro.

I veicoli sono stati intercettati a seguito dell’intensificazione dei controlli rivolti ai mezzi che transitano in entrata e uscita Stato ai valichi di confine goriziani di Sant’Andrea e della Casa Rossa, nonché ai caselli autostradali di Villesse, Redipuglia, Doberdò del Lago e nei principali centri della provincia di Gorizia.

Non è tutto. Perché «ulteriori recenti servizi di perlustrazione, eseguiti su tutto il territorio della provincia isontina, hanno inoltre consentito di individuare 21 veicoli privi di assicurazione, di cui 3 in stato di abbandono», specifica ancora il comandente D’Angelo. Che conclude: «Anche in questo caso si è proceduto al sequestro amministrativo dei mezzi irrogando sanzioni amministrative definite con il pagamento di circa 19.200 euro e, in alcuni casi, con la rottamazione dei veicoli». —



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