Servizi di portierato Il Comune perde la “guerra” a Roma

Nella battaglia delle portinerie il Comune ha avuto la peggio sul campo del Consiglio di Stato, per cui ha revocato la gara indetta lo scorso anno per l’affidamento del servizio: una decina di addetti di presidio a cinque edifici municipali (piazza Unità, largo dei Granatieri, via Genova, Passo Costanzi, via Mazzini), per una durata triennale coperta da 835 mila euro. Si tratta delle sedi principali, dove transitano centinaia di persone al giorno e la civica amministrazione ci tiene a garantire una buona immagine.

Saranno la cooperativa triestina Sorveglianza Diurna e Notturna e la Gsa - Gruppo servizi associati di Tavagnacco a prendere il posto dell’uscente Idealservice, che aveva proseguito il lavoro in regime di proroga: le due realtà avevano vinto nel 2016 l’appalto della Regione Fvg, che riguardava i servizi integrati di vigilanza armata, portierato eccetera a valere su tutte le amministrazioni locali del Friuli Venezia Giulia.

La guerra delle portinerie deflagrò un anno fa, quando il Comune bandì la gara triennale, riportando la cosiddetta “clausola sociale” cioè il vincolo per il vincitore di utilizzare lo stesso personale alle stesse condizioni (1.200 euro lorde al mese). La vicenda era seguita dall’allora direttore dei servizi generali, Walter Cossutta. Il bando venne immediatamente impugnato da Sorveglianza e Gsa, le quali ritenevano che non vi fosse occorrenza di un appalto specifico del Comune triestino, dal momento che sarebbe bastato quanto garantito dall’appalto della Regione. La gara fu sospesa e la giunta ritenne di resistere e la disputa finì davanti al Tar Fvg, che con una sentenza pubblicata prima di Natale diede ragione al Municipio.

Gsa non accettò il responso del foro amministrativo regionale e ricorse nuovamente, questa volta al Consiglio di Stato. Che ha ribaltato il verdetto accogliendo le ragioni della ricorrente «limitatamente - riporta la determina 1.810 firmata dal nuovo responsabile dei servizi generali comunali Lorenzo Bandelli - al vizio di insufficienza di motivazione a supporto della scelta di indizione di una gara autonoma».

Così l’ingegner Bandelli si è messo in moto con il Servizio Centrale unica di committenza della Regione per il compimento degli adempimenti necessari per dar corso - precisa ancora la determina - all’adesione alla Convenzione-Accordo quadro, all’ottemperanza del quale si richiama l’avvocato di Gsa.—

Magr.

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