Sfondata quota 500 di vaccini al giorno Anziani disciplinati

Al centro Poclen c’è anche chi rifiuta il taxi per non pesare sulla rodata organizzazione 

Il report

Si continua a somministrare vaccini nella riconvertita sede del centro anziani Poclen di via Fontanot. Ormai si viaggia sul mezzo migliaio di dosi giornaliere, ma di 24 ore in 24 ore se ne aggiunge una ventina in più, via via che si affinano le procedure, che il lavorìo degli infaticabili volontari, attinti dal mondo della Protezione civile, della Croce Rossa, della Lilt, di Settembre InVita e dei DinAmici, si fa inesorabile, dopo il rodaggio iniziale.

A un mese dall’attivazione del polo comunale, entrato in campo l’11 marzo soppiantando il centro prelievi del San Polo, dove gli spazi risultavano ridotti e poco agevoli all’utenza, pure in considerazione del distanziamento necessario, il bilancio dell’assessore alle Politiche sociali Michele Luise è positivo: «Se il migliaio di dosi inoculate al giorno resterà forse un’utopia, lo sfondamento di quota 500, sabato, mi pare un ottimo risultato». Due giorni fa, infatti, gli infermieri hanno somministrato, a fine turno, la 520ª dose e ieri, nelle previsioni, si sarebbe distribuita la numero 560. Vale la pena ricordare che in media ogni 6 minuti, al Poclen, vengono inoculati 9 antidoti ad altrettante persone, ora con priorità agli over 60, su indirizzo nazionale. Deroghe per chi, degli under, è in attesa della seconda dose.

«È motivo di soddisfazione – prosegue Luise – vedere come volontari, infermieri e medici si prodighino per portare avanti la lotta al virus attraverso le immunizzazioni. E devo dire che pure da parte dell’utenza, eccezion fatta per l’ultimo episodio alla ribalta della cronaca, cioè la sostituzione di persona per ricevere un vaccino, c’è molta comprensione».

Un piccolo aneddoto: martedì faceva così freddo che le volontarie del pre triage si sono viste regalare da una cittadina che aveva accompagnato un parente alla vaccinazione dei tappetini da infilare sotto i piedi a mo’ di isolamento dal cemento bagnato. «Invece ieri mattina – riferisce sempre Luise – un 92enne cui avevamo spostato l’inoculazione al pomeriggio assieme alla moglie 90enne, assicurando un servizio di trasporto attraverso la Protezione civile, ha rinunciato alla chiamata di un taxi per il rientro a casa così da “non dar pensiero” alla macchina organizzativa. Ha preferito fare due passi a piedi sotto la pioggerella anziché “disturbare”. Le persone sono anche questo: un esempio positivo. Proprio chi potrebbe avere più pretese, fa volentieri delle rinunce, con spirito di servizio». Non sempre però tutti hanno condotte ineccepibili. Il sindaco Anna Cisint, sabato, riferiva d’aver assistito al siparietto di una donna che pretendeva il vaccino perché affetta da malattia cronica senza però esibire le carte mediche: «Vedendosi negata la dose, l’ha buttata sull’obesità, ma era appena un filo in carne...». —



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