Si allarga il fronte dei favorevoli al progetto del Gambero Rosso

Si allarga il fronte dei favorevoli all’approdo del Gambero Rosso al Mercato coperto. Perché tale progetto viene ritenuto «una grande opportunità» in vista del 2025 e della Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica.
Ed è un “sì” trasversale che va dalla politica (in questo caso da una parte del centrodestra) al sociale. «Il piano di rilancio del Mercato coperto non va abbandonato - ammonisce il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessio Zorzenon -. Anzi, va attivata quanto prima una piattaforma partecipativa che coinvolga tutte le componenti istituzionali (a partire dal Consiglio comunale), associative e private coinvolte da tale iniziativa». Essendo anche componente della giunta camerale integrata, oltreché presidente della commissione consiliare Commercio, Zorzenon sa di cosa parla. «Devono essere percorse tutte le strade affinché ci sia una condivisione della progettualità dell’opera, dal punto di vista urbanistico e commerciale tra le istituzioni competenti, in primis la Camera di commercio, il Consiglio comunale e Confcommercio, e gli operatori attuali e futuri del mercato coperto». Con una venatura di polemica Zorzenon esorta il sindaco «a portare in aula il dibattito sulla questione, per una meritata trasparenza che necessita una così importante decisione da prendere per la nostra città. Analoga trasparenza è richiesta alle associazioni di categoria e in particolare a Confcommercio», anche se va detto che, nei giorni scorsi, Gianluca Madriz è stato assolutamente molto chiaro sul “sì” al Gambero Rosso. Il progetto di rilancio del Mercato coperto, presentato dalla Camera di commercio Venezia Giulia nei mesi scorsi rappresenta per l’esponente di FdI «una delle ultime chiamate per una città che, troppe volte, ha sacrificato il proprio sviluppo sugli altari di alcuni pensieri partoriti da menti che hanno nascosto gli interessi di pochi dietro ad una malcelata volontà di crescita economica di Gorizia. Il progetto non deve dunque finire in un cassetto, ma diventare un importante tassello per la riqualificazione cittadina e porre così Gorizia ai vertici per ricettività , ospitalità e benessere economico, terreni sui quali la nostra città può a pieno titolo competere con altre realtà», ammonisce Zorzenon.
E al dibattito si uniscono anche le Acli provinciali. Non fanno politica, non è il loro mestiere ma vogliono contribuire al dibattito sul futuro della città viste le tante occasioni perdute. Il presidente Silvio Spoladore ritiene che il progetto di rilancio e di riqualificazione della struttura di via Boccaccio sia «una buona cosa, in una città che soffre terribilmente dal punto di vista economico. Questa può essere un’ottima opportunità per andare a creare nuovi posti di lavoro. Come Acli abbiamo continuamente il termometro della situazione e sono in continua crescita le richieste di aiuto perché a mancare è proprio l’occupazione». Ecco che allora il “progettone” del Mercato coperto potrebbe dare risposta alla fame di posti di lavoro, soprattutto fra i più giovani. Questa, almeno, è la speranza.
Un concetto che viene approfondito da Silvia Paoletti, già numero uno delle Acli e oggi responsabile dello sviluppo associativo della medesima realtà. Sottolinea che si tratta di un progetto «finalmente concreto» perché «è sostenuto, con risorse già individuate, dalla Camera di commercio Venezia Giulia. Non è un restyling da libro dei sogni ma è corroborato - le sue parole - da finanziamenti concreti e tangibili. Il Gambero Rosso porterebbe lustro alla città e sarebbe, indiscutibilmente, un’occasione di crescita».
La parolina magica, secondo Silvia Paoletti e secondo le Acli, è “coraggio”. «È venuto il momento di avere coraggio e di lasciare perdere ogni paura e ogni remora. Non è soltanto un diritto ma è un dovere del Consiglio comunale discutere di questo progetto quanto prima dando il via libera perché in gioco c’è il bene comune e il futuro di una città che sta soffrendo in maniera a dir poco evidente». —
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