Si invaghisce di una giovane: 70enne a processo per stalking

L’uomo ha perseguitato a lungo la sua vittima, con minacce e offese. Una volta arrivata in Procura la denuncia, è scattata l’inchiesta a suo carico

TRIESTE Minacce, appostamenti, aggressioni e valanghe di messaggi. Ha settant’anni il focoso stalker che aveva preso di mira una donna molto più giovane rendendole la vita impossibile per mesi.

L’uomo, di origini serbe ma residente a Trieste, aveva conosciuto la propria vittima nell’estate di due anni fa. Se n’era invaghito e ha cominciato un lungo ed estenuante approccio.

Tutto ha inizio in un pomeriggio di fine agosto quando il settantenne raggiunge la donna sul lungomare di Barcola.

Prima la corteggia con insistenza, poi le domanda di uscire assieme. Ma lei declina l’invito: «Lasciami in pace, ti prego». L’uomo reagisce male. La offende pesantemente, urla, e la colpisce con una serie di calci alla schiena.

Passano due settimane e il serbo ci riprova, stavolta nascondendosi nei pressi della scuola in cui insegna la donna. Lei, quando lo vede, prende paura e telefona al marito. «Vieni, aiutami... c’è quello là...».

È a quel punto che il settantenne inizia a bombardare di messaggi il marito di lei cercando di intimidirlo: «Stai attento - gli scrive - perché hai un figlio». Gli appostamenti fuori dal posto di lavoro di lei sono innumerevoli. Lui la segue, urlandole talvolta delle parolacce. L’alternativa sono valanghe di sms al cellulare: «Dalla tua scelta dipende se vuoi vivere in pace e protetta oppure vuoi che la tua vita diventi un inferno».

La donna, ormai stremata e preoccupata per la propria incolumità e per quella dei propri cari, decide di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ma il settantenne non smette: «Fai false denunce alla polizia... io non ho paura», scrive a fine settembre. In altri messaggini l’uomo propone alla sua vittima «sesso di gruppo». E, ancora: «Pensi che ti odio, ma non è così. Io voglio solo dimostrarti che io esisto e se sei saggia hai ancora possibilità di farti perdonare».

La signora conserva tutto: sono le prove con cui riuscirà a dimostrare, in Tribunale, cosa si comporta quell’uomo. Ma lui non smette. Gli appostamenti non si arrestano, così come gli inseguimenti e i tentativi di aggressione.

La vittima ha ormai paura di camminare per strada, di recarsi al lavoro o semplicemente di accendere il cellulare.

Ma la denuncia a un certo punto piomba in Procura. Il pubblico ministero Pietro Montrone apre un’inchiesta e accerta il reato. Il settantenne, che tentava così di conquistare il cuore della donna, ora è stato rinviato a giudizio dal gup Luigi Dainotti. L’udienza si terrà ad aprile. —


 

Argomenti:stalking

Riproduzione riservata © Il Piccolo