Sia messa una lapide a Soleschiano in memoria degli arresti del 1944
Sono otto i sopravvissuti alla deportazione ancora in vita nell'Isontino. Due di loro erano presenti alla cerimonia di ieri: Mario Candotto, classe 1926 e Rodolfo Franzi, del 1923, entrambe deportati a Dachau. Assieme a loro ci sono i ronchesi Mario Sverco, del 1926, che fini a Dachau, Olimpia Gellini (1924) deportata ad Auschwitz, i monfalconesi Scilla Carletti (1924), ad Auschwitz, Aldo Giotta (1926) deportato a Buchenwald, la goriziana Gioconda Ravasini ed il sampierino Corrado Cechet. E ora sono in molti a sperare che, presto, un segno sia posto anche nel rione di Soleschiano, dove, nel febbraio del 1944, furono arrestate 13 persone. Furono portate nel cortile dell'amministrazione della tenuta agricola e poi alla caserma dei Carabinieri. Il giorno dopo furono caricate sul camion, ammanettate e condotte al carcere del Coroneo di Trieste. —
L.P.
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