Sede bis della Sissa a Trieste: «Ora fare chiarezza sul disboscamento»

L'abbattimento prevsto di 98 alberi smuove “Sea@Sissa” – il gruppo di sostenibilità della Sissa – Legambiente, Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia

Francesco Codagnone

“Sea@Sissa” – il gruppo di sostenibilità della Sissa – Legambiente, Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia ribadiscono le loro preoccupazioni per l’imminente costruzione del nuovo edificio nel parco di via Bonomea. Un intervento motivato dalla necessità di nuovi spazi per la scuola, ma che avrà un impatto non trascurabile sul comprensorio, con l’abbattimento di 98 alberi (41 “di pregio”) oltre allo scavo dell’intero declivio.

«Nonostante il progetto enfatizzi le “migliori pratiche energetiche” e dichiari di fondarsi “su principi di sostenibilità ambientale” – nota il collettivo – non è stato elaborato alcun piano di compensazione significativo». Il progetto prevede l’istallazione di tetti “verdi”, che però «non costituiscono una compensazione efficace», e «non è prevista alcuna compensazione per le emissioni di carbonio legate alla costruzione».

La Sissa cresce con una nuova sede a Trieste: sorgerà nel parco di via Bonomea
In alto, un render dello studio Settanta7, realizzato per la Sissa all’interno del progetto di fattibilità, mostra un’anteprima del nuovo edificio che sarà realizzato nel parco di via Bonomea

Preoccupazioni che trovano eco nella comunità Sissa: «In un sondaggio da noi proposto – riferisce Sea@Sissa – è emerso disappunto per la perdita di questo spazio verde, un patrimonio per il benessere lavorativo di chi lo frequenta. Molti si sono detti sorpresi che non sia stata data priorità al campus di Miramare, sottoutilizzato, e hanno lamentato la mancanza di comunicazione, soprattutto dato che l’impatto ambientale del progetto definitivo differisce sostanzialmente da quello originariamente approvato», che prevedeva il taglio di meno alberi.

A seguito delle richieste di Sea@Sissa la direzione ha comunque accettato di coinvolgere anche ecologi di UniTs, per un inverdimento significativo del nuovo edificio e una ripiantumazione di alberi locali per quelli persi, passo che il collettivo accoglie con favore.

Resta però il rimpallo di responsabilità tra gli uffici incaricati di valutare l’impatto ecologico. Dapprima il Corpo Forestale Fvg – annota il collettivo – ha dichiarato la propria non competenza, sottolineando come l’area di via Bonomea sia adibita a parco comunale aperto al pubblico, poi il dossier è passato all’Ufficio Verde del Comune che, a sua volta, ha ritenuto di non doversi esprimere considerando la zona esente dal Regolamento sul Verde

«Capiamo la necessità delle istituzioni scientifiche di nuovi spazi, ma evidenziamo che il Comune è chiamato ad applicare fino in fondo le norme ambientali: in questo caso l’impatto non è stato nemmeno preso in considerazione», dice Riccardo Laterza di At, che sul tema ha presentato un’interrogazione. Il Comune fa sapere di essersi correttamente espresso su quanto richiesto, ovvero la conformità urbanistica dell’opera. «Siamo di fronte all’ennesimo caso che dimostra l’urgenza di mettere mano al Regolamento sul Verde – aggiunge Laterza –: serve uno strumento chiaro per valutare impatti ambientali e sociali, alternative e compensazioni, con la partecipazione di associazioni ambientaliste».—

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