Slovenia in crisi: «Servono 500 milioni per arrivare a fine anno»

TRIESTE. La Slovenia ha bisogno di 500 milioni di euro per la fine dell'anno. Lo ha annunciato il ministro sloveno delle Finanze, Janez Šušterši›, in una intervista rilasciata al quotidiano austriaco Die Presse. «Fino alla fine dell'anno, noi potremmo avere bisogno di mezzo miliardo di euro. La Slovenia ha più possibilità da mettere in campo, ma è altresì vero che una emissione di obbligazioni di Stato entro la fine del 2012 potrebbe essere molto utile», ha dichiarato il ministro, insistendo poi sull'importanza per il suo Paese di adottare le riforme strutturali proposte dal governo.
«Dobbiamo attuare le riforme necessario questo autunno. Più velocemente finiamo, più sarà probabile che noi non avremo bisogno di aiuto e potremo rifinanziarci da soli», ha precisato Šušterši›. Tra le azioni che il governo dovrà intraprendere, il ministro ha citato la ristrutturazione della compagnia aerea pubblica Adria Airways e della banca Nova Ljubljanska Banka, detenuta dallo Stato, aggiungendo che «anche per altre imprese, che si trovano in una situazione migliore, non c'è ragione perchè lo Stato continui a detenerne una partecipazione» e ha fatto gli esempi di Telekom Slovenija, la compagnia di assicurazioni Triglav o la società petrolifera Petrol.
Solo pochi giorni fa, ricordiamo, il primo ministro Janez Janša, aveva dichiarato che il suo Paese avrebbe potuto «cessare i pagamenti» nel mese di ottobre, se non avesse adottato le riforme necessarie. E che la crisi fosse profonda lo ha ribadito anche il membro sloveno al Fondo monetario internazionale. Ora, per la prima volta, il ministro delle Finanze esce allo scoperto e ammette i problemi della Slovenia. Che non sono di poco conto anche perché la privatizzazione della Nova Ljubljanska Banka non sarà, di questi tempi poi, un’impresa semplice, considerato poi che la belga Kbc presente nel pacchetto azionario del principale istituto di credito sloveno non ha contribuito alla ricapitalizzazione dello stesso.
E che il nodo, un po’ come nel resto d’Europa, sia proprio quello del sistema bancario lo conferma anche il governatore della banca centrale slovena, Marko Kranjec il quale alla Tv Slovenija ha dichiarato che «lo Stato non è un proprietario adeguato per le banche e il risultato è quello che abbiamo davanti a noi». Gli istituti di credito, invece, invitano a fermare la caccia alle streghe e la gogna contro i banchieri. Ma il ministro Šušterši› non torna indietro: l’indagine sui responsabili del buco da 2,7 miliardi delle banche slovene si farà.
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